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Lautaro Martinez, l’Inter ha trovato il Toro che cercava

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Lautaro Martinez, l'Inter ha trovato il Toro che cercava

Lautaro Martinez, nell’ultimo mese e mezzo, si è preso l’Inter. E non l’ha fatto tanto per i gol quanto invece per quel che ha messo in campo e quel che ha fatto, siamo sicuri, solo intravedere in queste settimane. Argentino, ha solo ventuno anni ed è stata la scommessa estiva della società nerazzurra. Eppure mica tanto: chi se lo sarebbe aspettato che il centravanti sudamericano, dopo soli sette mesi, si sarebbe preso il posto del connazionale Icardi. Per motivi che nessuno poteva prevedere o immaginare e, forse, è anche meglio così. Una piacevole coincidenza, per il nostro consigliato della settimana.

Lautaro Martinez, l’Inter ha trovato il Toro che cercava

Classe 1997, Lautaro Martinez è arrivato in Italia pieno di belle speranze. L’ombra dell’affare Gabigol, poi tristemente naufragato nonostante annunci in pompa magna con tanto di spot sul tetto del Duomo, pesava e non poco dalle parti di Appiano Gentile. Per fortuna, ma soprattutto per fortuna di Lautaro, i nerazzurri questa volta hanno mantenuto un profilo più sobrio ed elegante, rifiutando annunci in grande stile, belli solo per l’estetica, per lasciare spazio all’unico, insindacabile giudice del nostro campionato: il rettangolo di gioco. Le difficoltà, come sovente avviene in questi casi, chiaramente non sono mancate. Lautaro, nel ritiro estivo, ha fatto vedere tante buone cose, esaltando con poco i tanti tifosi dell’Inter che hanno creduto, e credono, nel Toro argentino.

Ecco, partiamo dal soprannome, un must nella terra del Sol de Mayo: Lautaro per struttura fisica, caratteristiche e modo di giocare, è il centravanti che serviva ai nerazzurri. Mai soprannome fu più azzeccato di questo. È più un numero nove che un dieci, nonostante possa giocare anche da seconda punta ed in patria sia paragonato a Sergio Aguero, che in attacco, diciamolo, fa un po quel che gli pare. Finora sei gol in Serie A, di cui due decisivi (Napoli e Parma, n.d.r), uno in Europa League. Ed uno, forse il più importante, quello nel derby. Che ci porta al secondo motivo del nostro dibattito odierno sul Toro Martinez. Con una domanda: ora che tornerà Icardi, siamo sicuri che valga la pena togliere Martinez? E siamo altrettanto sicuri che, alla fine, Spalletti lo farà?

Lautaro Martinez, quanta personalità!

L’anagrafe dice che Lautaro Martinez ha solo ventuno anni, il che lo rende un calciatore giovanissimo dal futuro ancora in divenire e dalla carriera ancora in costruzione. Però, signori, un attimo di attenzione il nostro Toro lo merita. Se non altro per la personalità: perché ne ha da vendere. L’ha dimostrato nell’ultimo Derby, vinto dai nerazzurri per 3-2 in cui è stato decisivo, alla fin fine, proprio il rigore calciato dall’argentino. Immaginate, voi, lettori ventunenni, circondati da più di sessantamila spettatori, a San Siro, che resta pur sempre la Scala del calcio, non il campetto dell’oratorio, calciare un rigore decisivo per la tua squadra in mondovisione, nella stracittadina di Milano. Da non crederci, a ventun’anni. Da non crederci in condizioni normali. Non per Lautaro, che a ventuno anni ha deciso di prendersi l’Inter sulle spalle. Troppo facile abbandonare la nave. Molto più difficile diventare qualcuno e prendersi il cuore di milioni di tifosi. Basta un pizzico di personalità. Non di certo più di cento gol e in mille modi diversi. E il Toro, in quanto a carattere, non ha niente da invidiare a nessuno. Consigliato, assolutamente consigliato. Per tutti.

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