Connect with us

La Opinión

Paquetà, chi l’ha visto?

Pubblicato

|

Paquetà, chi l'ha visto?

Lucas Paquetà è stato uno dei due meravigliosi acquisti di Gennaio del calciomercato rossonero. Un capolavoro di Leonardo e Maldini.

Il primo periodo

Appena arrivato ha mostrato le sue incredibili doti. Lucas Paquetà è subito apparso il fenomeno descritto dai media brasiliani. Bisogna fidarsi di Leonardo, se vogliamo riconoscergli una dote sicuramente quella dello scouting è la più azzeccata. Kakà, Thiago Silva, Pato sono tre dei nomi più caldi che hanno varcato le porte di Milanello partendo dal lontano Brasile. Per Paquetà grande tecnica e, stranamente ci viene da dire, grande serietà. Citando Adriano, Ronaldo, Ronaldinho, Romario, Edmundo per fare alcuni esempii, i brasiliani sono soliti avere una vita senza troppe regole; dietro ai talenti scelti da Leonardo sembra ci sia un grande lavoro anche di scelta della persona. Per intenderci, il valore del professionista deve essere tale a quello del calciatore. Paquetà, finora, sembra rispettare queste regole. Il giocatore classe 1997, dopo una lunga ed estenuante stagione in Brasile ha subito preso il ritmo del nostro campionato e nelle prime apparizioni ha mostrato la sua classe: grandi giocate, anche ad effetto, un goal e un assist.

Da queste sue ottime prestazione è venuto a galla un fattore fondamentale: il suo ruolo è quello del trequartista.

L’affievolimento

Il fiore Paquetà, nelle ultime gare, si è affievolito lasciando un po’ di amaro nella bocca dei tifosi rossoneri. Il Brasiliano è stato costretto da Gattuso a giocare come mezzala nei tre di centrocampo. Cosa significa? Che in fase offensiva non può affiancare Piatek per chiedere il pallone sui piedi dietro la linea dei centrocampisti avversari, può solo inserirsi sui cross e sulle giocate degli esterni come faceva Ambrosini. Se l’esterno di sinistra, Calhanoglu ipotizziamo, si accentra, Paquetà non può chiudergli lo spazio centralmente, così deve allargarsi da esterno di sinistra. E lui è mancino. Quindi può solo andare sul fondo, come faceva Serginho. Eppure le differenze tra Serginho e Paquetà sembrano ovvie.

Purtroppo questo rigore tattico di Gattuso, tipico degli allenatori italiani, non ci permette di godere dello spettacolo delle giocate del brasiliano.

Chi salverà il brasiliano dalla trasformazione in Ambrosini o Serginho?

SPORTS AGENCY SC24

Pubblicità

Facebook

BETCAFE24

Trending