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Strunz! Scholl e Basler: le carriere dei tre “nemici” di Trapattoni

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Trap e Basler

Compie oggi gli anni il grandissimo Giovanni Trapattoni, venuto al mondo il 17 Marzo di 80 anni fa. L’allenatore italiano più titolato a livello di club, il Trap detiene anche il record di scudetti vinti in Italia, oltre ad un numero elevato di altri trofei conquistati altrove. Ct della Nazionale dal 2000 al 2004, è stato lo sfortunato protagonista della spedizione in Corea e Giappone, terminata anzitempo a causa del celebre arbitraggio di Moreno. Ha guidato, con buoni risultati, anche l’Irlanda. Ripercorrere la carriera di Trapattoni sarebbe impossibile. Troppe cose da dire, nessuna da tralasciare. Più facile, allora, concentrarsi su tre calciatori che, senza il Trap, sarebbe oggi probabilmente finiti nel dimenticatoio, almeno nel nostro paese. Stiamo parlando di Thomas Strunz, Mehmet Scholl e Mario Basler.

La conferenza che fece storia

Trapattoni non ha avuto nemici in carriera. Il suo stile pittoresco e insieme il suo garbo gli hanno consentito di essere apprezzato e rispettato ovunque. Non fa eccezione, naturalmente, la realtà fredda di Monaco, dove alla guida del Bayern il Trap ha conquistato una Bundesliga, una Coppa di Germania ed una Supercoppa. Ci fu un periodo, tuttavia, in cui le cose non andavano benissimo. Era la stagione 1997-98, il Bayern campione in carica veniva da tre sconfitte consecutive (a fine stagione, avrebbe concluso al secondo posto, dietro al sorprendente Kaiserlslautern). Per dare una scossa all’ambiente, Trapattoni si presentò in conferenza stampa sparando a zero sulla squadra, in particolar modo su Scholl, Basler e Strunz, accusati di scarso impegno e scarsa professionalità. O almeno così pare, perchè fu proprio il tedesco sgrammaticato a rendere memorabile quella conferenza. Insieme, ovviamente, al riferimento esplicito al suo mediano (“Strunz!”), che fece leva sull’assonanza con il noto termine italiano. Il resto è storia.

Non era Strunz

I due si sono “riappacificati” qualche anno fa. Thomas Strunz, buon calciatore (41 presenze con la maglia della Germania, un Europeo vinto nel 1996) durante la sua seconda esperienza al Bayern Monaco, con cui aveva già giocato prima del passaggio allo Stoccarda, fu condizionato da molti infortuni, che gli resero impossibile dare il proprio contributo alla squadra. Come da egli sostenuto, non aveva mai criticato le scelte di Trapattoni, e quindi ritenne quell’attacco ingiusto. Ad ogni modo, nonostante una bacheca importantissima, Strunz viene ricordato principalmente per le parole colorite pronunciate dall’allenatore italiano. Una fortuna, dunque, come riconosciuto dallo stesso giocatore. Insomma, una pecora nera solo a metà.

La spinta decisiva?

Come detto, Trapattoni non ha avuto nemici. Non lo è stato sicuramente Mehmet Scholl, che dopo la sfuriata del Trap ha conquistato quasi tutto. Altri 6 campionati tedeschi, oltre a quelli già vinti, svariate coppe e soprattutto la Champions League con il Bayern nel 2001. Bandiera del club più titolato di Germania, Scholl è stata pedina importante anche con la sua nazionale. Non sappiamo se dalla conferenza di Trapattoni abbia tratto le motivazioni giuste per diventare un vero leader, ma i numeri parlano per lui. Meno fortunato è stato Mario Basler, il cui rapporto con Trapattoni fu comunque tutt’altro che idialliaco, che al Bayern non riuscì a ripetere quanto mostrato al Werder Brema. Fu lui a siglare la rete del momentaneo vantaggio nella finale di Champions League del 1999, quella persa dai bavaresi contro il Manchester United nei minuti finali. Un ricordo sicuramente più amaro della conferenza del Trap.

SPORTS AGENCY SC24

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