Connect with us

Prima Pagina

Elseid Hysaj, l’esempio perfetto: l’integrazione è la chiave del futuro

Pubblicato

|

Elseid Hysaj, l'esempio perfetto: l'integrazione è la chiave del futuro

Elseid Hysaj ha da poco compiuto venticinque anni, lo scorso due febbraio. Così giovane eppure con così tante vite alle spalle. Una, la principale, è cominciata prima ancora che nascesse, e per essere precisi l’8 agosto del 1991. Nel porto di Bari arriva la Vlora, una nave mercantile partita da Durazzo, nel cuore dell’Albania. È l’inizio di una delle più massicce migrazioni nella storia dell’Italia. Sbarcano ventimila albanesi. È finito il comunismo, lo stalinista Enver Hoxha non c’è più, e dall’Albania si scappa.

Nello stesso anno, poco più di un mese prima, proprio a Bari si gioca Stella Rossa di Belgrado-Marsiglia, finale di Coppa dei Campioni: trionfano i serbi, ma è il canto del cigno di un movimento calcistico destinato a scomparire dai radar. La Jugoslavia, la terra con sei nazioni, quattro lingue e tre religioni, con un solo Tito (Josip Broz) da lì a poco non esisterà più. È il drammatico destino dei Balcani, lo scenario più percosso dal Novecento, il secolo della guerra. I profughi albanesi non hanno fortuna. Vengono rispediti a casa. Ma da lì in poi il flusso non si interromperà. E su una barca, in balia delle onde dell’Adriatico, arriva anche Elseid. Tre anni dopo.

Elseid Hysaj è la dimostrazione che l’integrazione è la chiave del futuro

Nato a Scutari, la Firenze albanese, considerata da molti la capitale culturale del Paese, Hysaj e famiglia sfidano la sorte più volte. Il padre, Gezim, fa il muratore. Il sogno di un futuro migliore è lì, a poche miglia. E si chiama Italia. Prova al traversata sette volte, gli va male. Alla fine paga 4 milioni di lire, è la volta buona. Su un gommone, sfida il mare, vince lui. Arriva in Toscana, trova un impiego. Spedisce i soldi in famiglia, in Albania, dove le cose nel frattempo peggiorano sempre più. Nel frattempo, dall’altra parte del mare, Hysaj comincia a giocare a calcio. Dimostra un gran bel talento, nelle giovanili dello Shkoder.

Nel frattempo il padre strappa una promessa a Marco Piccioli: a quindici anni Elseid potrà fare un provino. E nel 2004 parte per l’Italia, dove viene subito tesserato dall’Empoli. Che storia, una vita fa mentre non son passati che pochi anni. Si integra subito in Italia, dove apprende modi e costumi ma soprattutto la lingua. Non si offenderebbe nessuno se si dicesse che ormai Elseid è più italiano, che albanese. E tutto grazie al padre, uno dei tanti profughi, scappati da paesi distrutti e piegati da guerre e miserie, capace di svoltare la sua vita. Dando un contributo costruttivo alla società in cui si è inserito. Elseid Hysaj è figlio dell’immigrazione ma è anche il più grande esempio di come l’integrazione sia la chiave del futuro. O, se preferite, la chiave di volta.

Elseid Hysaj, la scoperta di Maurizio Sarri, l’epopea col Napoli

È poco più che un ragazzino quando, dalla Primavera dell’Empoli, viene chiamato in prima squadra. Alla guida c’è Maurizio Sarri, un secondo padre per Elseid. E l’uomo che più di tutti lo valorizza, che gli dà una dimensione. E che poi lo lancia in Serie A dove, con la casacca dei toscani, si mette in mostra ed attira su di sé le attenzioni dei grandi club, non solo nostrani. E con Sarri sta sei anni, tra Empoli e Napoli. Dove è fin da subito diventato pedina imprescindibile. E poi, alla fine, arriva Ancelotti. Elseid sembrava prossimo all’addio, pronto a seguire il mentore nell’avventura al Chelsea. Niente da fare, almeno per ora.

E con Ancelotti in panchina le rotazioni sono aumentate, spesso è in ballottaggio col compagno di reparto Malcuit. Ma quando è in campo lui si vede e si sente: con l’albanese sulla fascia il Napoli subisce ed incassa di meno. Un dato incontrovertibile. E spesso sfrutta anche la sua duttilità: ha giocato a destra, a sinistra e all’occorrenza anche al centro. Il tutto a testa bassa, senza mai dire una parola di troppo, lavorando in silenzio. Sull’esempio del padre. E non potrebbe essere altrimenti per uno con la sua storia. andare comunque, fare sempre. D’altronde per Elseid, è la chiave del successo, nella sua vita.

SPORTS AGENCY SC24

Pubblicità

Facebook

BETCAFE24

Trending