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Federico Bernardeschi, l’arma in più di Allegri e della Juve

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Federico Bernardeschi, l'arma in più di Allegri e della Juve

Federico Bernardeschi brilla, assieme alla Juve, che ha dato spettacolo, nella serata di martedì. Ha letteralmente asfaltato l’Atletico Madrid, prima recuperando, poi superando gli spagnoli nel computo totale dei gol per il passaggio ai quarti di finale. L’ha fatto al termine di una prestazione sontuosa che ha visto Cristiano Ronaldo realizzare una tripletta: eletto, ancora una volta, uomo della Champions. Un risultato, ed una partita, che non lasciano spazio ad altri commenti. Brilla la Juve, che va avanti. E brilla Cristiano, come se ne avesse bisogno poi. Ma il nostro consigliato della settimana, non ce ne voglia il sublime CR7, è l’ex dieci della Fiorentina. Diventato dieci anche della Juventus. Non per numero, si intende. Ma per carisma e abnegazione.

Federico Bernardeschi si è ritagliato il suo posto nella Juve

Arrivato in bianconero accolto da entusiasmo misto a scetticismo per via dei dubbi sul suo possibile impiego, Bernardeschi ha risposto in un solo modo. A testa bassa, lavorando e cercando di migliorarsi sempre per poter competere al meglio con indosso una casacca prestigiosa ed importante come quella bianconera. Chiaramente ha visto anche la panchina, un must per i nuovi arrivati, un tocco personalissimo del modo di gestire di Max Allegri. Poi ha fatto vedere quel per cui è stato fin da subito considerato un predestinato. Classe, qualità e fantasia. Ma il vero salto di qualità, Federico, lo sta compiendo quest’anno. E lo sta facendo a modo suo, con l’arte di sapersi trovare al posto giusto e nei momenti adatti. Con la capacità, anche quella appannaggio di pochi, di poter indirizzare una partita. E contro l’Atletico l’ultimo di tanti esempi: suo l’assist iniziale per il gol dell’1-0. Suo, infine, il panico creato nell’area dell’Atletico Madrid che ha poi portato al rigore-qualificazione. Bernardeschi si è preso il suo posto.

Un jolly tuttofare

La grande qualità che ha permesso a Bernardeschi di farsi preferire ad un certo Dybala sta tutto nella duttilità dell’ex Fiorentina che sì, gioca da dieci, ma che all’occorrenza può ricoprire e sa ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Lo si diceva già dai tempi della Viola, il vantaggio di Federico è quello di saper essere un jolly. Esterno, mezzala, destra o sinistra non fa molta differenza e con l’Atletico Madrid, oltre alle spinte in avanti, non sono mancati i viavai su una fascia letteralmente mangiata dal talento di Carrara. La partita, per capirci, l’ha chiusa dando man forte in difesa. Ad assistere i compagni nel momento del tenue e vano “assalto” dell’Atletico. Non ce ne sarebbe nemmeno stato bisogno probabilmente, eppure l’ha fatto. Allegri quest’anno gli sta dando lo spazio che Bernardeschi ha meritato e sta meritando. Un esempio da seguire, per l’applicazione che ci mette. Di questi passi sarà certo dura tenerlo in panchina nelle prossime uscite e soprattutto in un futuro che parla chiarissimo: questa Juve non può far a meno di Federico. E probabilmente nemmeno l’Italia. E probabilmente nessuna squadra che lo avesse tra le fila. Consigliato per le sue doti e le sue qualità. Perché, chiaramente, anche Federico sa fare la differenza. Imprescindibile.

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