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Matthijs de Ligt, probabilmente il miglior centrale del mondo

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Matthijs de Ligt, probabilmente il miglior centrale del mondo

Ha diciannove anni, ne compirà venti il prossimo agosto. È nato in una cittadina dell’Olanda centromeridionale, si è consacrato ad Amsterdam. Sì, consacrato è la parola giusta, nonostante l’età anagrafica lo renda poco più che un giovanotto. Matthijs de Ligt è già arrivato, si è già imposto. E si è preso un presente che profuma magicamente di futuro. Neppure troppo lontano. Ajacide nelle viscere, gioca nell’Ajax, la squadra del suo cuore. Casa sua, il luogo dove è probabilmente diventato il miglior difensore centrale al mondo. Se non altro con pochissimi rivali.

Consigliati: de Ligt, eccezionale come pochi

de Ligt ha già raggiunto un curriculum di tutto rispetto, nel mondo del calcio. Ha debuttato giovanissimo, gioca già in Nazionale, è uno dei nuovi volti dell’Olanda che verrà, quella che dovrà riscattare l’ultimo, opaco decennio. Probabilmente giocherà tutte e quattro le prossime edizioni dei mondiali: ha diciannove anni, ne avrà, al quarto mondiale, trentacinque. Tra una vita, praticamente. Un’altra vita ancora lontana, però. Perché de Ligt qualche soddisfazione se l’è già tolta, eccome: ha alle spalle una finale di Europa League, due anni fa, persa contro il Manchester United. Aveva diciassette anni, non ancora maggiorenne. È capitano di un club glorioso che ha fatto la storia del calcio. E Cruijff, se oggi potesse parlare, di lui direbbe soltanto cose eccezionali. Punta dell’iceberg di un vivaio che non smette di sfornare talentuosi fenomeni, de Ligt si è tolto anche la soddisfazione, pochi giorni fa, di essere protagonista al Bernabeu, nel sonoro 1-4 rifilato dagli olandesi ai campioni in carica. Roba e lusso per pochi. Passi anche la crisi del Real, il nostro sarà ricordato anche per questo. E per quella che a tutti gli effetti è una rinascita. La parabola dell’araba fenice. E Matthijs è destinato a far parlare di sé, a scrivere la storia del gioco. E del calcio olandese.

de Ligt, mens sana in corpore sano

Probabilmente è il migliore al mondo, nel suo ruolo. Forse se la gioca con il navigato Sergio Ramos, con Koulibaly del Napoli. Con il miglior Chiellini, con il compagno Bonucci. Ma francamente facciamo fatica ad escluderlo da una eventuale top three. Difensore forte fisicamente, dall’equilibrio raro, ha la sua forza in un corpo che sa di macchina: alto, possente, ma aggraziato, slanciato, mai goffo. Saldo, di testa e di piede. Coordinazione, precisione, freddezza, capacità di leggere le azioni e i movimenti degli avversari. Perfetto, per l’età che ha. Perfetto comunque, perché una sbavatura, in novanta minuti, si può concedere a chi a diciannove anni si è già preso le luci della ribalta. Predestinato. Ragazzo eppure già uomo, un ex crack che è già esploso. E, da buon difensore di scuola olandese, de Ligt è anche bravo in progressione con la palla tra i piedi. Palleggio, tecnica, visione. Un giocatore di calcio. Calcio totale, si intende. Probabilmente presto salperà per altri lidi: lo cerca mezza Europa, il giovane e grande Matthijs. Ma siamo sicuri che non dimenticherà casa sua, casa Ajax, il posto cioè che oggi ha reso possibile scrivere e parlare di tutto ciò…

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