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Nonna Ilicic, il calabrone Consigli e i fumi di Spalletti

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Ilicic

Voto 1 Spalletti. Come i punti che separano la sua Inter dalla terza posizione. Sorpasso Milan effettuato, l’aggancio della Roma evitato grazie alla Lazio. Le certezze di un mese fa sono solo un lontano ricordo e il tecnico toscano ha ripreso a fissare il vuoto, come in tutti i suoi momenti peggiori. I risultati non arrivano, fuori dalla Champions e dalla Coppa Italia, un rapporto ormai logoro con Icardi. Il fantasma di Conte ormai è sempre più forte. FUMOSO

Voto 2 Malcuit. Che questo Napoli Juventus contasse pochissimo per il nostro campionato già lo sapevamo. Poi ci pensa il difensore azzurro a complicare la situazione: retropassaggio criminale al 20esimo, Cristiano Ronaldo lanciato a rete, Meret costretto a fare fallo. Espulsione e gol di Pjanic sulla punizione. Partita finita. E campionato pure. ASSASSINO

Voto 3 Roma. Come i gol incassati per mano della Lazio nel derby della capitale. La squadra di Di Francesco è come un pugile che incassa i colpi senza reagire. Ennesima disfatta stagionale, ennesimo momento chiave in cui i giallorossi sbandano. Esistono tanti modi per perdere le partite: per episodi, per sfortuna, per netta supremazia dell’avversario. Sabato sera sono riusciti a fare peggio: incapaci di giocare, di azzardare una mossa, di difendersi. AL TAPPETO

Voto 4 Genoa – Frosinone. Classica partita da domenica pomeriggio, pantofole e pigiama, divano e zero voglia di fare qualcosa. Una noia sopraffina. SOPORIFERA

Voto 5 Consigli. Si dice che la struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non sia adatta al volo. Ma lui non lo sa e vola lo stesso. Non vale lo stesso discorso per Consigli che prova ad anticipare Piatek su una palla alta ma calcola malissimo i tempi. Un salto goffo, la sfera passa e così deve buttare giù (o quasi..) l’attaccante polacco. Espulso e addio sogni di pareggio. PESANTE

Voto 6 Bruno Alves. One man band dei ducali. Nel 3 a 3 del Parma in casa dell’Empoli la metà dei gol porta la sua firma. Prima disegna l’assist per la terza di Rigoni, poi si fa trovare nel posto giusto al momento giusto per deviare in porta il tiro di Kucka e, infine, si fa trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato quando devia nella sua rete il tentativo di Silvestre. TUTTOFARE

Voto 7 Caicedo. L’etimologia di abnegazione, dal latino, vuol dire un grado di sacrificio che arriva fino alla negazione di sé. L’attaccante della Lazio, riserva di Immobile, era bistrattato e criticato da tutti. I tifosi della Roma si sfregavano le mani a vederlo in attacco. Invece, il portoghese, con dedizione e sacrificio, ha fatto ricredere tutti. Ha aperto la goleada biancoceleste nel derby con un gol freddissimo, il terzo nelle ultime 4 di campionato. Amami un faccio un Caicedo. LETALE

Voto 8 Zaza. Un defibrillatore per un Torino Chievo mortalmente fermo sullo 0 a 0. Entra al 50esimo, dopo un paio di minuti impegna Sorrentino, dopo 20’ manda in gol Belotti e dopo 40’ chiude la partita. Il gol mancava da un girone esatto. ELETTRICO

Voto 9 Ilicic. Quando vai da nonna sei sicuro di alcune di cose: ti chiederà sei hai mangiato, ti chiederà della fidanzata, ti darà qualche soldo. Così da nonna Ilicic sei sicuro di ricevere alcune cose: gol, assist, tecnica e fantasia. È suo il gol che apre il 3 a 1 orobico contro la Fiorentina. Un gol bagnate di lacrime, quelle per il suo amico Davide Astori. AFFETTUOSO

Voto 10 Quagliarella. Secondo marcatore della Sampdoria, dopo Montella, a raggiungere 19 marcature in due stagioni consecutive. Terzo giocatore della storia della Serie A a segnare almeno 19 gol in un campionato a 36 anni suonati, dopo Piola e Toni. Record personale di reti eguagliato, 20esima doppietta in A, -1 da Omar Sivori nella classifica all-time del nostro campionato. Ci fermiamo qui, perché andremmo per le lunghe. Quagliarella continua a stupire. La nazionale ha bisogno di lui. AZZURRO

SPORTS AGENCY SC24

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