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Danilo Cataldi, la storia di un aquilotto ritrovato

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Giocare nella squadra del proprio cuore è un sogno nel cassetto di molti giocatori. In pochi però ci riescono. Danilo Cataldi è uno di questi. La storia del centrocampista della Lazio è però piena di ostacoli e di difficoltà. Il suo rapporto con la maglia biancoceleste, che per lui è come una seconda pelle, è tanto viscerale e passionale quanto complicato.

Gli inizi e lo scudetto Primavera

Nato a Roma il 6 agosto 1994, cresce calcisticamente nell’Ottavia. La chiamata della Lazio arriva però nel 2006. Il buon Danilo inizia tutta la trafila delle giovanili fino ad arrivare, nel 2011, agli Allievi Nazionali. Ma è in Primavera che Cataldi inizia a mettere in mostra le sue doti e le sue qualità. Il romano è un centrocampista duttile, in grado di giocare sia da mezzala che da regista. Ed è proprio in questo ruolo che, nella stagione 2012/2013, conquista la fiducia di Alberto Bollini e diventa protagonista dello scudetto Primavera. Nella finale, vinta 3-0 contro l’Atalanta, realizza il gol che sblocca il risultato. Il 9 luglio, a coronare il tutto, arriva anche il rinnovo del contratto.

La crescita a Crotone

Come Florenzi e Bernardeschi, il classe 1994 trova a Crotone l’ambiente ideale per crescere. La Lazio lo cede ai calabresi con la formula del prestito. Il debutto tra i professionisti avviene il 10 agosto 2013 nella sfida di Coppa Italia contro il Latina. Il suo primo gol nel calcio che conta arriva l’8 febbraio 2014 contro il Pescara. Conclude la sua stagione con 38 presenze e quattro gol. Danilo sembra pronto per compiere il grande salto. C’è la sua Lazio che lo aspetta a braccia aperte. A fermarlo però c’è un grave infortunio, che gli fa saltare tutta la prima parte della stagione. Cataldi però non si arrende. Il suo sogno nel cassetto è pronto per trasformarsi in realtà.

Il debutto e le grandi qualità

14 gennaio 2015. Questa è la data in cui, l’allora tecnico dei biancocelesti Stefano Pioli, lo schiera titolare in Torino-Lazio, match valido per gli ottavi di Coppa Italia. Il centrocampista mette subito in mostra le sue qualità, servendo a Klose l’assist del momentaneo 0-2. L’esordio in Serie A arriva soltanto 4 giorni dopo, nella sconfitta casalinga contro il Napoli. La notte che però Cataldi non scorderà mai è quella del 24 gennaio, quando il classe ’94 si prende la scena, guidando con personalità il centrocampo dei capitolini nella vittoria contro il Milan. Il buon Danilo convince tutti e trova sempre più spazio. Sembra essere nata una stella, come dimostrato da quella fascia di capitano indossata per qualche minuto durante Lazio-Fiorentina del 9 marzo. Conclude la sua prima stagione romana con ben 21 presenze.

La mancata conferma e l’arrivederci

In questi casi, come si è soliti dire, la cosa più difficile è confermarsi. Nella stagione successiva il centrocampista paga il momento negativo della squadra allenata da Pioli. Eppure arriva la grande soddisfazione personale dei suoi primi due gol con la maglia della Lazio, realizzati contro l’Udinese in Coppa Italia e il Chievo in Serie A. L’anno dopo sulla panchina biancoceleste arriva Simone Inzaghi. Il rapporto tra i due è fatto di alti e bassi. L’allenatore dei capitolini non gli concede tantissimo spazio. Ed ecco che nel mese di gennaio Cataldi sceglie di lasciare Roma per provare a rilanciarsi. Ad acquistarlo con la formula del prestito è il Genoa. Anche in Liguria però Danilo non riesce a trovare continuità. L’altra chance si chiama Benevento e la formula è quella del prestito con obbligo di riscatto. In Campania il classe ’94 sembra ritrovare fiducia. Ironia della sorte, la sua unica rete in maglia giallorossa la realizza proprio all’Olimpico contro la Lazio. Il 6-2 finale rende inutile quel gol, ma fa capire, visto anche il suo non esultare sotto la Curva Nord,  che il suo è stato solo un arrivederci.

La rinascita che non t’aspetti

Il resto è storia recente e parla di un’estate passata con le valigie in mano. Inzaghi però stupisce tutti e decide di tenere con sé in centrocampista. E, il 18 agosto 2018, a un anno e mezzo di distanza dall’ultima volta, Cataldi torna a indossare la maglia della Lazio in una gara ufficiale. Il primo tassello di una rinascita che non ti aspetti e di una scalata nelle gerarchie, aiutata anche da alcuni infortuni. Ed ecco che, il 4 novembre arriva il gol, nel 4-1 contro la Spal. Il simbolo di un aquilotto ritrovato e di un amore rimasto viscerale e passionale. Danilo c’è. La Roma laziale può contare su di lui e sulle sue qualità mai totalmente espresse. Perché a 24 anni c’è ancora tanto da dire e da scrivere.

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