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Consigliati: Josip Iličić, la pedina fondamentale dell’Atalanta

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Consigliati: Josip Iličić, la pedina fondamentale dell'Atalanta

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini sta ancora una volta confermandosi una delle migliori compagini della Serie A: i bergamaschi, infatti, in piena corsa per l’Europa League, sono ora i favoriti anche per quella che sarebbe una storica finale di Coppa Italia. E sarebbe il compimento ideale di un percorso che dalle parti di Bergamo ha fatto sognare la nuova generazione di tifosi. Sarebbe anche il compimento ideale della carriera di Josip Iličić, nato iugoslavo con origini croate, cresciuto sloveno. Diventato calciatore in Serie A. Il nostro consigliato della settimana.

Lo sloveno a Bergamo è diventato uomo

Portato in Italia da Walter Sabatini ai tempi del Palermo, Iličić, giovanissimo, aveva già fatto vedere buonissime cose, espresse poi anche nella sua esperienza a Firenze dove, però, non è stato mai in grado di mantenere una certa continuità, cosa che l’ha penalizzato, e non poco, negli anni. Ma non in quelli migliori, che sta probabilmente vivendo con la maglia nerazzurra, sia per rendimento sia per continuità. Lo sloveno è definitivamente maturato e, sotto l’accorta guida di Gasperini, si è imposto anche come giocatore decisivo. Sulla carta centrocampista, con spiccate doti offensive sulla trequarti, non poche volte viene schierato anche al centro dell’attacco bergamasco, in coppia con Duvan Zapata. Per le difese è una sentenza, per gli allenatori una certezza (per gli amanti del fantacalcio, poi, è sicurezza di bonus). Assist, gol e prestazioni sopra la media. Iličić ha trovato il contesto giusto in cui esprimersi.In tre anni a Palermo ha totalizzato venticinque reti, in quattro anni a Firenze trentotto. In una stagione e mezza dalle parti dell’Atleti Azzurri sono già ventidue i sigilli totali. E, senza qualche infortunio di troppo, sarebbero stati probabilmente di più. Saranno, probabilmente, di più. Perché uno abituato a combattere non molla così facilmente…

L’ex profugo di guerra sulle orme di Nakamura

Profugo di guerra da bambino, come tantissimi della sua generazione, Iličić ha rincorso per anni il suo sogno, nel dramma delle guerre jugoslave, calciando la palla contro un muro. Quello stesso muro che oggi ha due pali ed una rete da abbattere. A Bergamo Josip ha trovato la sua dimensione, dicevamo, perché si è erto a vero e proprio jolly: all’occorrenza centrocampista, in più di un’occasione trequartista, spesso e volentieri centravanti e specialista delle punizioni. Sulle orme di un idolo, quando era bambino e viveva in Bosnia: Nakamura, all’epoca, era uno dei migliori in circolazione in Serie A e in tutta Europa. E probabilmente lo sloveno ha tratto non poca ispirazione dal nipponico, almeno sui calci piazzati. Una sentenza, praticamente infallibile il più delle volte. E quando c’è lui l’Atalanta gira tutta: il 90% dei passaggi chiave in fase di costruzione passa dai piedi del gigante sloveno. Che sì, segna. Ma spesso inventa e tatticamente dà quel qualcosa in più. La marcia in più all’Atalanta, per cui è imprescindibile, fondamentale, nelle trame di gioco. Appunto, consigliato. E non potrebbe essere altrimenti.

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