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La Opinión

Milan, un pareggio mette tutto in discussione?

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Milan, un pareggio mette tutto in discussione?

Siamo giunti alla più acuta follia in casa Milan. Nel 2019 il Diavolo tra Serie A e Coppa Italia non ha mai perso, ma sui social riecheggiano vecchie critiche.

Ad inizio campionato molti tifosi rossoneri erano scettici sulla figura di Gennaro Gattuso. L’ex campione rossonero è stato riconfermato dopo aver sostituito Montella nella scorsa stagione. In molti speravano nell’arrivo di Antonio Conte, ma la nuova società rossonera ha premiato il lavoro del mister e lo ha confermato.

”Rino è uno che ascolta i nostri pareri, a volte non gli piacciono, ma ascolta. Abbiamo tutti lo scopo comune, arrivare più in alto possibile. Il confronto ti apre sicuramente la mente”. 

Queste le parole di Paolo Maldini non più di dieci giorni fa.

Chi pensa che Maldini sia un incompetente alzi la mano. Bene, visto che nessuno avrà mosso un dito è lecito chiedersi il perché di queste belle parole. Non è costume di Maldini sbilanciarsi senza un valido motivo e senza solide convinzioni. Non basta la sua parola per fidarsi della direzione tecnica di questa squadra?

Il percorso

Nel 2019, oltre alla sciagurata Supercoppa Italiana, il Milan ha collezionato sei vittorie e tre pareggi, sfidando due volte il Napoli, la Roma, l’Atalanta e la Lazio tra le altre. Un percorso non semplicissimo e sicuramente promosso dall’incredibile stato di grazie di Piatek, che riesce a finalizzare le idee di gioco. Il ritorno di Andrea Conti e l’esplosione dell’altro neo acquisto Paquetà hanno inevitabilmente aumentato le possibilità di scelta di mister Gattuso 

Le critiche infondate

Cesar Luis Menotti diceva:

“Mi sembra chiaro che sapere di calcio è sapere di allenamento…
Non è parlare di sistemi né di tattica, perché tutti possono farlo. 
Sapere di calcio è sapere come allenare una squadra, sapere di metodologia, sapere di scienza, sapere di filosofia. 
Hai molta gente che ti possa dire che una squadra di calcio giochi male… hai poca gente che ti può spiegare perché una squadra giochi male… pochissimi che ti possano dire cosa si deve fare perché giochi meglio”

Non a caso ci permettiamo di citare l’allenatore che ha fatto vincere il primo Mondiale all’Argentina nel 1978 e che ha condotto squadre come Boca Junior, River Plate, Barcellona e altre. Stiamo portando l’attenzione su un maestro di calcio che ha vissuto una vita intera per il pallone: come giocatore, allenatore e dirigente.

Personificando queste sue parole sulla figura di Gattuso, l’allenatore del Milan ha lo spogliatoio dalla sua parte: ciò significa che trasmette durante la settimana idee propositive e ben accette dal gruppo. Conosce certamente la metodologia, poiché in pochi mesi ha dato un’impronta di gioco non indifferente con uscite palla al piede dal basso e movimenti offensivi coordinati (vedi le combinazioni tra le mezzali e le ali).

Leggendo le critiche su Gattuso, non è mai capitato di scovare una motivazione o una spiegazione. Impossibile trovare spunti propositivi o suggerimenti.

Su queste basi, ogni accusa decade.

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