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Douglas Costa, storia di talento e abnegazione

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Top 11 ventunesima giornata serie A: Douglas Costa

Douglas Costa de Souza nasce il 14 settembre del 1990, nella città di Sapucaia do Sul, parte interna del Rio Grande do Sul. Qualche anno dopo, è già un piccolo giocatore, che si diverte nel club della sua città d’origine. A 11 anni, tra le strade di Rio, lo scorge un osservatore e lo porta al Gremio. Preso subito, nel 2001.

Douglas cresce, corre, si fa muscolarmente valido. Nel 2008, ad appena 18 anni, Costa è pronto per una squadra professionista. E nelle prime occasioni con il Gremio, dimostra senza problemi di che meravigliosa pasta è fatto. Con il tricolore gaucho, è un talento incredibile. Super veloce, grandi abilità. Conquista la curva presenza dopo presenza, e presto diventa una delle maggiori stelle di tutto il calcio brasileiro.

Nella prima stagione con il club di Porto Alegre, in sole sei partite porta a casa un totale di un gol e due assist. Alla fine, 38 gare disputate e sette reti marcate. Ma a prescindere dai numeri espressi, la sua evoluzione era incredibile ed evidente. E ci volle poco per scatenare i giganti d’Europa sui suoi scatti. A tal punto che nel 2009, il Gremio riceve subito una proposta dal Manchester United. Nel 2010, soltanto una stagione dopo, lo Shakthar Donetsk consegna istantaneamente otto milioni d’euro. Riempiendo anche il giocatore con un ricco contratto.

In Europa, con Lucescu, Douglas cresce ancora di più. Sembra un altro giocatore rispetto a quanto dimostrato in Brasile. Ogni volta è più decisivo per il club ucraino, ed è soprattutto in Champions che si evidenzia all’interno della squadra nero arancio. Del resto, la situazione lo permetteva: il gruppo era bello, e soprattutto formato da uno zoccolo duro di brasiliani che comandava in campo e fuori. Willian e Fernandinho, con Douglas, esempi lampanti di quella qualità dello Shakhtar.  Brillava in transizione, ma la sua principale caratteristica era l’uno contro uno. Meraviglioso.

E’ stato sempre aggressivo e molto fisico, nonostante non un fisico così possente. Con lo Shakthar, Douglas Costa porta a casa 203 partite. Segnando 38 gol e distribuendo 40 assist. Poi c’è il Bayern, che è un’altra storia. E che inizia nel 2015-2016, quando Douglas Costa cambia completamente il corso della sua carriera. Per 30 milioni di euro, il brasiliano viene acquistato dai bavaresi. Lo vuole espressamente Pep Guardiola.

E come in precedenza, il giocatore riesce a diventare titolare anche nella squadra tedesca, riuscendo a battere nelle gerarchie anche un senatore della squadra come Franck Ribery. Con la sua solita esplosività, la sua velocità, dà gioco e profondità alla manovra di Guardiola. E Costa si trasforma in una delle principali armi dell’undici dello spagnolo, diventando l’asso dell’out sinistro.

Vince la Bundesliga in due occasioni, oltre a un titolo di Coppa di Germania. Guardiola, come spesso accade, cambia idea s’innamora di Coman, preferendogli pure James Rodriguez. Dopo due anni, insomma, e 77 presenze, e 14 gol e 27 assist, Douglas è pronto a fare le valigie: direzione Italia.

Ma non è una situazione semplice, neanche alla Juventus. Lo voleva Allegri, fatica nel primo periodo: poi ingrana, perché il tempo lava le ferite e soprattutto ti dà modo di crescere. 47 presenze, 6 gol e 15 assist. Appuntamento all’anno successivo, ma tra sputi, incidenti e poco campo, la situazione pare difficile da pronosticare per il futuro immediato…

SPORTS AGENCY SC24

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