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Il pube di Dzeko, il Torino di Mazzarri e l’arbitro nell’Abisso

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Mazzarri

Voto 1 Commenti contro Astori. Vorremmo fare come in Inghilterra, darvi i nomi e i cognomi, sbatterli in prima pagina. Ma i leoni da tastiera si nascondo dietro nickname falsi e mentite spoglie. Le parole di questi tifosi interisti (pochi, ma esistono comunque) dopo la partita del Franchi si commentano da soli: “Devi morire come ha fatto Astori”, “Vi auguro altre mille morti”. La bocca dello stolto è la sua condanna. IGNOBILI.

 

Voto 2 Abisso. Restiamo su Fiorentina Inter per l’altro protagonista di giornata: Rosario Abisso di Palermo, autore di una partita sciagurata, culminata con un rigore, rivisto alla Var, inesistente, dopo 13 minuti di attesa. Per citare Sandro Ciotti: “ha arbitrato davanti a 50.000… testimoni”. BARATRO

 

Voto 3 Cristiano Ronaldo. La caduta degli dei. La Juventus e il suo fenomeno sono ancora scossi da quanto accaduto a Madrid. Nella fattispecie il fantasista portoghese sembra spaesato, nervoso, agitato. E non conclude niente contro difensori di cui, per citare Emanuele Gamba di Repubblica, “ignorava anche l’esistenza”. MORTALE

 

Voto 4 Parma. Dal pareggio scoppiettante per 3 a 3 allo Juventus Stadium, qualcosa nel navigatore del Parma sembra essersi inceppato. Si è persa la linea, la connessione dati non va più: 4 sconfitte nelle ultime 5 partite, ultima vittoria che risale al 19 gennaio. Una crisi vera e propria per i ducali. Da un lato l’Europa troppo lontana, dall’altro una salvezza che sembra essere in cassaforte. Ma guai ad abbassare l’attenzione. Basta un attimo per perdere l’uscita giusta in autostrada. SPAESATI.

 

Voto 5 Olsen. Date a Robin quel che è di Robin. Lo sapete, da queste pagine ci siamo sempre schierati a favore del portiere romanista. Un buon portiere, non un fenomeno. Un antieroe, non Superman. E infatti, come tale, trasforma una gran parata in una papera clamorosa, contro il Frosinone, dopo appena qualche minuto. Voto 4, a cui va aggiunto il 7 della parata, all’85esimo minuto, su Pinamonti. Croce e delizia, direbbero quelli bravi. Noi ci limitiamo ad essere scientifici: media voto 5. STUDIO INDIVIDUALE.

 

Voto 6 Dybala. Come i minuti che impiega per alzarsi dalla panchina, scendere in campo e siglare il gol della vittoria per la Juventus. Decisivo come ai vecchi tempi, quelli pre-Cristiano Ronaldo. Un gol fondamentale arrivato in un momento nevralgico del match: il Bologna di Sinisa Mihajlovic era avversario scomodo, aveva sfiorato il vantaggio nel primo tempo e riusciva a contenere tutte le sfuriate offensive bianconere. Poi Allegri ha calato l’asso, anzi la Joya. JOLLY

 

Voto 7 Dzeko. L’altro centravanti che entra, di diritto, tra i migliori di questo turno è, finalmente, Edin Dzeko. C’è il suo marchio di fabbrica nella vittoria all’ultimo fiato della Roma contro il Frosinone. Prima brucia il difensore ciociaro per il pareggio, poi orchestra il sorpasso di Pellegrini e infine spinge in porta, a tempo scaduto, la palla della vittoria. Se Simeone le usa per esultare, Dzeko le usa per segnare. Avete capito di cosa stiamo parlando. PUBE DE ORO.

 

Voto 8 Mazzarri. L’ultima sconfitta dei granata risale ormai al 19 gennaio, contro la Roma. Da quel momento una marcia trionfale di 3 vittorie e 2 pareggi, per un bottino di 11 punti. Il merito è senza dubbio di Walter Mazzarri, che ha saputo plasmare la sua squadra su un 3-5-2 solido e compatto. A brillare sono ovviamente i tre della difesa: Nkoulou, Moretti e Izzo, in sabato scorso contro l’Atalanta. Una vittoria fondamentale, contro la squadra rivelazione del campionato, forse con la testa già alla Coppa Italia. Intanto, però, il Torino la aggancia. E sogna l’Europa. QUADRATO

 

Voto 9 Piatek. Il pistolero polacco continua a fare vittime e noi non riusciamo a toglierlo dalla top 3 di queste pagelle. Chi pensava fosse un fuoco di paglia deve ricredersi: Piatek continua a segnare, apre la strada della vittoria del Milan sull’Empoli, arriva a quota 18 in stagione. Numeri da capogiro. Numeri da Champions, forse addirittura da terzo posto. KILLER

 

Voto 10 Milik. Da un polacco all’altro, la sostanza non cambia. Sempre gol a raffica, sempre gol fondamentali. E bellissimi. Il bomber partenopeo prima segna su punizione con un tocco sotto la barriera (“Gol mio, glil’ho detto io di tirarla così” dice Ancelotti), poi sigla la sua personale doppietta sfruttando un errore della retroguardia ducale. La Polonia, in attacco, sta apposto per un bel po’. CECCHINO

SPORTS AGENCY SC24

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