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Piotr Zielinski, il numero 10 dell’Est finalmente diventato grande

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Piotr Zielinski, il numero 10 dell'Est finalmente diventato grande

Ogni anno in Italia si assegna, simbolicamente, l’Oscar dello Scouting a quella società che più di tutte riesce a distinguersi nello scovare talenti da ogni angolo del globo. Per anni, quasi come se fosse un monopolio, il metaforico premio l’ha vinto l’Udinese, capace di garantirsi una crescita senza eguali tramite l’acquisto di talenti in erba poi venduti al miglior offerente. Ci sarà un motivo, se gli scouter friulani meritano una menzione speciale. Chi di voi andrebbe a Ząbkowice Śląskie, impronunciabile paese nel sud della Polonia? Nessuno ma una tappa oggi è necessaria per la nostra storia. Quella di Piotr Zielinski.

Genesi del numero 10 dell’Est

Ha soli sedici anni, il nostro Piotr, quando è impegnato in un torneo in Spagna, con la Nazionale Under 17. Per caso, ma non molto, sugli spalti si trova Valentino Angeloni, osservatore dell’Udinese, che è subito stregato dalle doti del giovane polacco, così piccolo eppure così pronto, così disinvolto, così sfrontato. Non ci sono dubbi, per l’Udinese è un profilo adatto e viene subito convocato per un provino. Inutile dire che lo supera a pieni voti, impressionando tutti per una peculiarità che ancora oggi rappresenta un suo marchio di fabbrica: l’insostenibile leggerezza nell’uso del destro e del sinistro. Non fa molta differenza, un dettaglio di non poco conto in un calcio in cui serve tutto per non essere completi. È il 2011, l’Udinese si è convinta e lo porta in Friuli per centomila euro. Un investimento di lungimiranza. Nell’Udinese fa tutta la trafila, arriva in Primavera ma è incontenibile. Francesco Guidolin, all’epoca sulla panchina friulana, lo porta in prima squadra. Ma Piotr, ambizioso quanto di cuore, non si accontenta: c’è un aneddoto che raccontano spesso, in casa Udinese, secondo cui il polacco chiedeva a Guidolin di giocare contemporaneamente anche in Primavera, per aiutare i compagni senza privarli del suo contributo.

Il nuovo corso del Napoli tra i piedi di Zielinski

Guidolin gli dà subito il soprannome che ancora oggi lo contraddistingue: il numero 10 dell’Est. Che ad Udine gioca, ma mai troppo. Ed allora sono prestiti e possibilità di crescere. Conosce, ad Empoli, Maurizio Sarri. Torna in Friuli ma è proprio Sarri a fare il suo nome a Napoli. Comincia un’altra avventura, che è poi quella più importante ancora oggi. A Napoli continua la sua esplosione, senza sosta. Ma c’è uno scoglio che si chiama Marek Hamsik, praticamente titolare inamovibile e simbolo del Napoli. Zielinski, però, si ritaglia il suo posto e conquista sempre più minutaggio. Arriva Ancelotti e Piotr è al centro del nuovo corso. Poche settimane fa la notizia della svolta: Hamsik parte per la Cina, il centrocampo ha un nuovo padrone. E quel padrone è Piotr Zielinski. E, in termini di prestazioni, stiamo assistendo già ad un netto miglioramento. Il polacco dai piedi incantati, il numero dieci dell’Est, finalmente, è diventato grande.

SPORTS AGENCY SC24

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