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Sconsigliati: Dries Mertens, l’ex bomber del Napoli si è riscoperto normale

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Sconsigliati: Dries Mertens, l'ex bomber del Napoli si è riscoperto normale

Arriva il momento, nella vita di ciascuno di noi, di fermarsi a riflettere e chiedersi se ne valga ancora la pena. E bisogna essere bravi, molto, a capire quando è il momento di dire basta. I cicli, come tutto nella vita, hanno un inizio ed una fine. Che poi, è anche la cosa più bella, quella di sapere che esiste sempre un altro, un oltre, un altrove. Lo starà pensando continuamente Dries Mertens, l’ex bomber del Napoli che, negli ultimi mesi, ha smarrito se stesso. E forse, questa volta, le conclusioni saranno più drastiche. Una volta per tutte.

Dries Mertens si è riscoperto normale

Dries Mertens è sempre stato un buon calciatore, un ottimo innesto, diciamo un in più di lusso. Ed arrivato a Napoli è stato sempre in eterno ballottaggio con Insigne, vivendo forse anche più nell’ombra rispetto al funambolo partenopeo, spesso preferitogli anche in passato. Le cose, chiaramente, sono cambiate in una situazione d’emergenza: quando Milik si è infortunato per la prima volta, Maurizio Sarri ed il suo genio hanno partorito quella che per molti era una follia e che invece ha trasformato Mertens da importante ad indispensabile.Più di 60 gol in due anni, score pazzesco per chi era abituato a fare l’esterno. Una media realizzativa invidiabile ed una capacità di incidere ai limiti dell’incredibile. Il Napoli di Sarri, insomma, ha trovato la sua espressione nel folletto di Lovanio. Un nano, per usare una metafora, scopertosi improvvisamente gigante. Un anatroccolo diventato cigno. Entrato, di diritto, nella classifica top scorer del Napoli. Anche a pochi passi dalla leggenda Marek Hamsik: un altro che, esaurito il suo ciclo, ha preferito dire addio. Senza troppi rimpianti. Per Mertens, dicevamo, è arrivata la stessa ora: il belga, mai come in questi mesi, si è riscoperto normale.

L’ora del de profundis

Un biennio magico di Dries Mertens che sarebbe dovuto coincidere con la vittoria del tanto atteso scudetto, sfuggito al Napoli sul fotofinish. Lì, dove si è fermato il Napoli di Sarri, alla soglia dei 91 punti, si è anche fermato Mertens. Novantasette gol totali in tutte le competizioni, una media in drastico calo negli ultimi mesi: solo otto gol in Serie A, titolare per sole 13 volte. Gestito, sì, in maniera diversa da Ancelotti rispetto a Sarri ma con una netta differenza: la brillantezza e la forma migliore oramai sono alle spalle, il belga sta accusando tutte le fatiche, in particolare quelle dell’ultimo triennio, e non sta rendendo al meglio. Il che è un problema, per lui come per il Napoli. Il miglior Mertens, insomma, avrebbe fatto la differenza. Questo Mertens, invece, non dà abbastanza garanzie per scalzare il pur bravo, ma non impeccabile Milik. La sensazione è che il meglio sia ormai alle spalle e che gli anni migliori della storia tra Mertens ed il Napoli siano ormai un ricordo, dolce, ma che si allontana. Forse questa volta, a trentadue anni, senza rimpianti e con il meglio alle spalle, dopo essersi dati tutto, con un rinnovo quantomai lontano e forse irraggiungibile, sarà meglio dirsi addio a giugno. Per non rovinare quella che comunque a Napoli resterà una bellissima storia.

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