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Hakan Calhanoglu, la redenzione dell’Ozil turco

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Hakan Calhanoglu è una persona che fa della fede un elemento essenziale della sua vita. Fervente musulmano, ha visitato La Mecca nel 2015 con le lacrime agli occhi; qualche settimana prima si era reso protagonista di un celebre gesto. Durante la partita tra il suo Bayer e lo Schalke 04, i tifosi dei Knappen gli avevano tirato addosso carne di maiale, che Hakan ha baciato in segno di rispetto prima di allontanare da sé. Per questo motivo, il concetto di “redenzione”, così vicino al mondo della religione cristiana, non è forse il più appropriato per approssimarsi alla persona, prima che al calciatore, Hakan. E pure, il gol segnato all’Atalanta sabato sera ha tutta l’aria di rappresentare l’espiazione di una pena, il trapasso agognato tra il prima e il dopo.

L’Ozil che scelse di essere turco

Hakan Calhanoglu è nato a Mannheim, media e vivace città tedesca con una storia importantissima alle spalle (era la residenza del principe elettore del Palatinato). Le sue origini, però, risiedono nella profonda penisola anatolica, precisamente a Bayburt, altra città con un passato tutto da raccontare. A Bayburt, nella valle del Coruh, viveva la famiglia di Hakan. Da quelle parti, negli anni ’70, le cose non andavano benissimo. Troppo lontani dal cuore pulsante della Turchia, troppo lontani dalla parte europea, troppo lontani da Istanbul e Smirne, gli abitanti del Coruh trovavano spesso nell’emigrazione l’unica soluzione ai problemi economici. Lo sbocco naturale per i turchi, da sempre, è la Germania. Il papà di Hakan non fece eccezione. Condusse la sua famiglia a Mannheim, e qui vide la luce l’attuale fantasista del Milan. Nato in Germania, Calhanoglu ha scelto comunque di difendere i colori della sua nazione di origine, la Turchia. Una decisione in controtendenza rispetto a quella di tanti suoi connazionali, tra cui quel Mesut Ozil di cui Hakan ha sempre sperato di ricalcare le gesta.

Tra spiritualità e pallone

Il personaggio di Calhanoglu è quel che si dice a 360°. In lui convivono una profonda spiritualità, un grande senso di appartenenza, ma anche un’ambizione feroce, che sconfina nel patologico. Come quando, nel 2014, gli fu diagnosticata una depressione dovuta al tira e molla tra l’Amburgo, suo club di allora, e Bayer Leverkusen, sua futura destinazione. Nella città anseatica, Hakan era stato una sola stagione, la sua prima esperienza in Bundesliga, ma aveva già conquistato tutti, segnando ben 11 reti in 34 presenze. Non gli bastava, voleva di più. Voleva il Bayer, voleva respirare l’aria di grande calcio. Alla fine la spuntò, trasferendosi in Renania. Nei tre anni in cui ha militato per Le Aspirine, Calhanoglu si è consacrato come centrocampista offensivo tra i più interessanti nel panorama europeo. Tiro al fulmicotone, visione di gioco, tecnica sopraffina. Tutte caratteristiche in grado di lanciarlo ancora più in alto. Ed infatti, ad un certo punto, anche il Bayer non fu abbastanza. Prima di lasciare la Germania, però, rinunciò a quattro mesi di stipendio, come risarcimento per la squalifica dovuta ad un mancato trasferimento al Trabzonspor, risalente al 2011. Un altro esempio della personalità a tutto tondo di Calhanoglu.

La redenzione

La sua esperienza al Milan, fin qui, ha rispecchiato la vita di Hakan. Qualche lampo, qualche prestazione da stropicciarsi gli occhi, qualche gol, ma sempre quello sguardo indagatore alla ricerca di qualcosa. Chi lo ha capito di più, più del padre che ne ha seguito i passi fin dall’inizio, più della Germania, che lo ha accolto come un figlio, più della Turchia, che lo ha eletto a sultano del calcio, è stato Gennaro Gattuso, uno che invece non cerca nulla perché ha già trovato tutto ciò che gli serviva. Incommensurabile la fiducia che Ringhio ha riposto in Calhanoglu, quando in tanti avevano già smesso di credere in lui. La bomba di sinistro con cui ha fulminato Berisha ha portato con sé quel retrogusto di riscatto (laico) e redenzione (religiosa) che forse potrà regalare, a Gattuso e a noi, un altro Hakan. Almeno fino al prossimo salto.

SPORTS AGENCY SC24

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