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La fascia di Icardi e gli alibi di Spalletti

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Icardi e Spalletti

Possibile che non mi fate neanche una domanda sulla partita e mi chiedete solo di Icardi?”. Così si è lamentato Luciano Spalletti in conferenza stampa, prima di Rapid Vienna – Inter, di Europa League. Sapeva benissimo, glielo aveva chiesto anche la società, che sarebbe andato davanti alle telecamere proprio per parlare del suo capitano. Anzi, ex.

Perchè la polemica della settimana è, senza dubbio, quella esplosa dopo un tweet della società nerazzurra: “Si comunica che da oggi il capitano della squadra è Samir Handanovic“. Una bomba ad orologeria, un fulmine in un cielo per niente sereno. Perchè le nubi all’orizzonte erano tantissime e avevano cominciato ad addensarsi almeno da novembre.

Burattinaio biondo

La questione è ormai nota e riguarda il rinnovo contrattuale di Maurito Icardi, i cui interessi sono gestiti e pilotati dall’irreprensibile Wada Nara. 5.5 milioni l’anno fino al 2021 è l’ingaggio attuale, Marotta sarebbe disposto ad arrivare fino ai 7, la richiesta della moglie-manager è stata di almeno 10. Così è calato il gelo dalle parti di Milano, con nubi sempre più nere, con fulmini e saette ogni volta che Wanda Nara parlava. Prima tirando in ballo i compagni (“Forse ci sono problemi personali alla base della volontà di Perisic di voler andare vie“), poi accusando la dirigenza (“Avevano praticamente venduto Mauro alla Juventus“) per tornare a puntare il dito contro i compagni (“Al rinnovo preferirei un calciatore in grado di mettere cinque palloni in area“).

Si è andata così delineando una spaccatura profonda nello stesso spogliatoio nerazzurro e per risanarla, Spalletti e Marotta, hanno deciso di sacrificare la fascia da capitano e destinare al ruolo di gregario il loro bomber da 9 centri in campionato. Che convocato per la trasferta contro il Rapid ha preferito fare un passo indietro, restare a casa.

Le mosse di Spalletti

Ci sono cose intorno al giocatore che disturbano lui e la squadra. Anche questa reazione lo dimostra, le decisioni successive le comunicherà il direttore, io penso alla partita” ha detto ancora Luciano Spalletti. Che ultimamente, con i capitani delle proprie squadre, proprio non riesce ad andare d’accordo. Era successo poco tempo fa a Roma, con Francesco Totti, quando contro però aveva anche una città intera. Stavolta, magari, non sarà tutta colpa sua, ma il tecnico di Certaldo è stato subito abile a sottolineare i termini del discorso.

Si è lamentato delle domande su Icardi prima della partita di Europa League proprio come si lamentava delle domande su Totti nella fase finale della sua ultima stagione romanista. Perchè a voler porre l’attenzione sulla bagarre argentina non erano i giornalisti, o per lo meno non erano solo loro. Anche Luciano Spalletti voleva sottolineare la vicenda e aprirsi, in questo modo, una via di fuga. D’altronde lo scenario attuale non è che sia così roseo: fuori dalla Coppa Italia per mano della Lazio e del rigore sbagliato dal pupillo Nainggolan, fuori dalla Champions League in un girone che sembrava cosa fatta, un terzo posto che vanta ora solo 4 punti di margine dalla quarta, un Antonio Conte continuamente avvistato all’ombra del Duomo.Q

Ecco allora che l’affare Icardi potrebbe giocare a suo favore: come poter arrivare terzi senza il nostro attaccante più forte? Come pensate di poter lottare per l’Europa League senza il centravanti titolare? L’alibi, insomma, è pronto. Così come sono pronte le offerte da Parigi, Madrid e Barcellona. La clausola dice 110 milioni di euro ma le prestazioni attuali, e la testa matta, invitano alla prudenza. Intanto Spalletti è in una botte di ferro. Se due anni fa non fosse arrivato in Champions con la Roma, la colpa di chi sarebbe stata? Di certo non la sua.

 

SPORTS AGENCY SC24

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