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Caro Cutrone: niente paura, tu corri

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Con l’arrivo di Piatek e Paquetà è doveroso non dimenticarsi di un’altra P: quella di Patrick! Cutrone a soli 21 anni ha già conquistato la Milano rossonera a suon di goal e sacrificio.

Gli inizi

Quarantatrè goal e sei assist in sessantasette partite con la maglia della Primavera: in poche parole quando ha giocato ha quasi sempre segnato o servito assist. Una continuità disarmante fino dalle giovanili, perché più in generale dall’età di 8 anni ha segnato 136 goal.

Meritatamente viene aggregato alla prima squadra, innanzitutto per il ritiro pre stagionale nel 2016. Solo nove mesi dopo arriva il suo debutto in Serie A contro il Bologna nella gara che sancisce il ritorno in Europa del Diavolo. Sembra che il destino abbia in serbo qualcosa di positivo per colui che presto diventerà il pungiglione del Milan.

Nella stagione successiva, Cutrone, viene aggregato definitivamente alla prima squadra e nei preliminari di Europa League trova contro il Craiova all’andata il suo debutto europeo e al ritorno il suo primo goal tra i professionisti. Nella prima di campionato, il 30 Agosto, trova la prima rete in Serie A nella vittoria per 3-0 contro il Crotone. Il Milan in quella sessione di mercato acquista per più di 60 milioni Andrè Silva e Kalinic che presto inizieranno a sedersi in panchina per fare spazio al ragazzino senza grilli per la testa, il cui unico obbiettivo è mettersi in mostra e segnare.

Per non farsi mancare nulla debutta anche in Nazionale nel periodo in cui gli azzurri sono condotti dal CT ad interim Di Biagio. A soli 20 anni Patrick veste la maglia che ognuno di noi ha sempre sognato di indossare. E ad occhio e croce non sarà neanche l’ultima volta.

Higuain chi?

È disarmante la naturalezza con cui scende in campo e conquista la scena. Pur se tutti i rossoneri preferirebbero dimenticarlo, la scorsa estate viene acquistato dalla Juventus un certo Gonzalo Higuain il cui score era di 147 goal in Serie A e il record di goal in una sola stagione: 36 reti. Il prospetto era quello di una lunga stagione a scaldare la panchina, perché per quanto fosse forte il pungiglione, avrebbe trovato di fronte a sé un vero campione. Eppure anche questa volta Patrick è fortunato: Higuain rimane eternamente in prima, non riesce a cambiare marcia e questa sua eterna staticità lo condanna all’esilio lontano da Milanello. Ancora una volta la spunta lui.

Ma per un campione che va, ce n’è uno che arriva: il pistolero Piatek in soli 6 mesi conquista la Serie A e corrisponde al profilo perfetto per un Milan giovane e vincente che vuole costruire un futuro roseo.

L’importanza della panchina

Ed è da qui che riparte, ancora una volta, Patrick Cutrone: dalla panchina. È sempre stato l’uomo in più del Milan, come se fosse un tifoso con la possibilità di scendere in campo. Mette esattamente quella grinta e quello spirito che incarna un ultras. Probabilmente quando parte titolare disperde le sue energie nei 90 minuti e non diventa particolarmente incisivo, e sinceramente, credo che nessuno abbia la fretta di bruciare un giocatore che ha bisogno ancora di acquisire esperienza. L’unica cosa che i tifosi del Milan gli chiedono è quella di non perdere mai questa sua spontaneità.

Non avere fretta Patrick, visto che tutti ti paragonano ad Inzaghi, mi sento di ricordati che Pippo ha segnato una doppietta in finale di Champions a 34 anni!

”Niente paura, tu corri…”

SPORTS AGENCY SC24

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