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Il pagellone della Serie A: Scansuolo, il risveglio di Dzeko e i miracoli di Sinisa

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Icardi

Sassuolo voto 1. Come le vittorie in tutta la sua storia contro la Juventus. Era il 2015, fu un’impresa nel deserto perché da quel giorno sono arrivate solo sconfitte, tra cui quella dello scorso febbraio per 7 a 0. Anche sabato scorso non è andata bene, un altro 3 a 0 a firma di Cristiano Ronaldo, Khedira e Emre Can e soprattutto una prestazione scialba, priva di verve, senza speranze. “Scansuolo” era il titolo provocatorio de Il Mattino di Napoli e l’hashtag che ha imperversato nel web. Forse, però, tutti i torti non ce l’hanno.

Ferrero voto 2. Ennesima puntata di una storia, che dalle parti di Genova, conoscono ormai troppo bene. Le speranze europee della Sampdoria si sono infrante sul Frosinone, corsaro 1 a 0 in una delle peggiori prestazioni degli uomini di Marco Giampaolo, forse destabilizzati dalle ricorrenti voci di cessione imminente del club. Er Viperetta infatti starebbe trattando la cessione del club blucerchiato ad un fondo di investimento americano. I sogni europei possono attendere…

Mertens voto 3. Come i suoi gol in oltre 3 mesi. Il peggiore del Napoli, il volto della mini crisi partenopea. I nuovi schemi di Ancelotti non lo vedono al centro, lo spirito di inizio stagione è perso e in più ci si è messo di mezzo Hamsik a farlo pensare ad altro. La Cina, infatti, sembrerebbe attrarre anche il belga… un pensiero fisso già in estate.

Icardi voto 4. Non se la passa di certo meglio il buon Maurito all’ombra della Madonnina. Spalletti ha invitato la dirigenza “a fare chiarezza sulla questione rinnovo” perché la situazione si fa pesante, in campo e fuori. Il centravanti non segna più, contro il Parma c’è voluto Lautaro Martinez, ma soprattutto non aiuta i compagni. Contro i ducali, nel secondo tempo, Brozovici si è lasciato andare ad un plateale e ripetuto gesto di insofferenza verso l’argentino, colpevole di un ennesimo passaggio non controllato. Wanda Nara deve fare presto con questo contratto, il terzo posto non è più in cassaforte.

De Paul voto 5. Insufficienza non gravissima perché noi stiamo con De Gregori, non è certo da questi particolari che si giudica un giocatore. Ma il rigore sbagliato contro il Torino è un macigno, psicologico e no. Da risolutore di magagne sia per Velazquez che per Nicola, ora l’argentino sta diventando un peso tattico, fuori forma e con la testa altrove. Sfilza di insufficienze per lui anche in giro per le testate nazionali, l’ultimo gol è quello di novembre contro la Roma.

Dzeko voto 6. A proposito di Roma. Si è svegliato Edin, il centravanti di Eusebio Di Francesco, autore di un gol, un assist, una traversa rotta e una prestazione da leader contro il Chievo. Perché solo 6 allora per il bosniaco? Perché con questi mezzi tecnici non può giocare una partita al mese, non può essere decisivo solo quando gli gira bene. La Roma, per entrare in Europa, ha bisogno di lui. E non delle sue ripicche.

Mihajlovic voto 7. Il miracolo di Sinisa continua. Dopo i 3 punti strappati alla sua Inter, il Bologna continua a mettere fieno nella cascina della salvezza. Contro il Genoa di Sanabria finisce 1 a 1 ma l’impresa è un’altra: esser riusciti a far segnare Mattia Destro! Se ha fatto questo, Mihajlovic può veramente salvare i felsinei

Paquetà voto 8. Sinuoso, elegante, tecnico, sveglio. È un bel centrocampista il brasiliano di Rino Gattuso, che contro il Cagliari ha anche messo a segno il primo gol italiano. Non poteva che segnare lui, nella settimana della tragedia del Flamengo, dove un rogo al centro sportivo ha causato la morte di 10 bambini. La mano al cielo era tutta per loro. E così lo sarà per i gol successivi.

Lafont voto 9. C’è un ragazzino francese che si sta prendendo Firenze e non solo. Anche in patria sta riscuotendo successo, con L’Equipe che lo inserisce nella top11 transalpina della settimana. Parate fenomenali quelle di Lafont contro il Napoli, sintomo di coraggio, personalità e tecnica. E pensare che c’è chi lo fischiava. Il ragazzo si farà…

Zapata voto 10. Come non si fa a dare il voto massimo a Duvan Zapata? La sua zampata, a 10 minuti dal termine, ha dato la vittoria all’Atalanta contro la Spal. Suo anche l’assist per Ilicic e il gol del pareggio. Un concentrato di tecnica, voglia di far gol, bravura, fisico. L’attaccante perfetto. Che ha trovato la situazione perfetta.

SPORTS AGENCY SC24

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