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La Opinión

Tra errori, Var e sudditanza: ma è davvero colpa della Juve?

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Tra errori, Var e sudditanza: ma è davvero colpa della Juve?

Diciamocelo chiaramente: qualsiasi tipo di moviola certifica una realtà di fatto, per tutti, meno che per Silvio Mazzoleni. Il protagonista di questa nostra polemica della settimana di Serie A. L’arbitro di Sassuolo-Juventus. Un rigore netto ed evidente, controllato al Var e non concesso. Una chiara prova di inettitudine, di incapacità: era sacrosanto il fallo, perché sta nella realtà delle leggi della fisica: pur sfiorando la palla, in piena corsa, è inevitabile travolgere l’avversario. Una cosa logica, per tutti, non per Mazzoleni. La si può impostare così, oppure rimettere in gioco la sudditanza. Viene spontaneo chiedersi, a questo punto, se ci sono delle colpe e se queste sono della Juventus.

Errori e azzeramento del Var: il precedente Juve-Napoli

Non ci sono scusanti per giustificare un errore chiaro ed evidente che, peraltro, ha un clamoroso quanto rumoroso precedente: Juve-Napoli, primavera del 2017. Stessa tipologia di fallo: Reina tocca palla piena, travolge Cuadrado e per l’arbitro Valeri, senza esitazione, è calcio di rigore. Penalty peraltro decisivo, per la Juve che conquistò la finale (poi vinta, n.d.r) condannando il Napoli, vittorioso al San Paolo, per differenza reti. Polemiche su polemiche che, chiaramente, sono tornate in auge nella serata di ieri, per una applicazione diversa del regolamento. Nel primo caso venne giudicato inammissibile non concedere il calcio di rigore: il contatto, palla a parte, c’era. Ma anche ieri sera, il contatto c’è stato. Il rigore no. Un errore, aggravato ancora da una non capace consultazione al Var, un mezzo depotenziato e quasi azzerato dal momento che la centralità dell’arbitro è stata ripristinata. Con errori e in alcuni casi orrori, passateci il termine.

Sudditanza vera o presunta: no, non è colpa della Juve

Il caso Calciopoli, un precedente più che clamoroso, è l’oppio dei malpensanti, per parafrasare Marx. Ogni errore, cosiddetto “pro” Juve, riaccende una miccia mai del tutto spenta, una perenne polemica che viene sempre alimentata. Ma stavolta, e non lo diciamo per partito preso, non è colpa della Juve. Anzi, sono due i fattori problematici, che sarebbe quasi ora di analizzare nel dettaglio. Il primo, il non essere all’altezza della classe arbitrale che, ai suoi vertici è rappresentata da arbitri ormai stagionati. Ed il ricambio viene garantito sotto le peggiori premesse, dato il clima che avvelena, anno dopo anno, la Serie A. Il secondo punto, forse il più clamoroso: la sudditanza indiretta che esercita la Juve. Perché gli arbitri, contro i bianconeri, sono evidentemente influenzati. Ma è un’influenza loro, un preconcetto, una prevenzione che esercitano gli arbitri stessi. E senza motivo. Perché la Juve resta la squadra più forte, quella da battere. Quella che vincerebbe lo stesso. Sarebbe ora di smetterla di avvelenare un movimento calcistico che non è capace di riprendersi.

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