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Perisic e Hamsik, il faccia a faccia tra scontenti

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hasik e perisic faccia faccia tra scontenti

Ivan Perisic, vice campione del Mondo con la Croazia e scontento cronico nell’Inter di Spalletti; Marek Hamsik, leggenda del Napoli giunto al capolinea sportivo con i partenopei. Due situazioni impensabili ad inizio stagione che con il passare dei mesi, per vari motivi, hanno preso forma. Andiamo, quindi, ad analizzare il declino di questi due giocatori.

Perisic, sazio e stufo

È proprio questa la sensazione che Ivan Perisic trasmette quando scende in campo: sembra il campione ultra trentenne che ha già vinto tutto in carriera ed ha da poco firmato un contratto milionario che gli permette di ottenere una pensione d’oro. Invece il croato ha 30 anni compiuti sabato scorso, non ha un grande palmarés poiché può vantare solo due coppe di Germania – con relative supercoppe – vinte con il Wolfsburg e con il Borussia Dortumnd e ha disputato solo qualche mese fa la finale dei mondiali. L’Inter, però, non è la Croazia e Spalletti non ha il carisma di Dalic.

È proprio da Spalletti che deve partire la nostra riflessione: Lucianone è considerato uno dei migliori allenatori di Serie A sia in campo che in conferenza. Eppure è naturale analizzare alcune situazioni che dimostrano come Spalletti con una rosa come quella della Roma ai tempi di Alisson che non faceva giocare in campionato, Rudiger poi andato al Chelsea, Strootmann nel fiore degli anni, Salah e Totti che per un motivo o per un altro non hanno bisogno di presentazioni, e Nainngolan che era uno dei giocatori più in forma in Serie A, non è riuscito a vincere nessun trofeo e ha mandato in fumo un progetto composto da giocatori di assoluto livello il cui completamento del cerchio sarebbe stato un trofeo.

Per la prima volta, appunto, Spalletti ha meramente fallito. Probabilmente non per la prima volta, sicuramente non l’ultima dato che in casa Inter non si respira un’aria di festa e il rapporto con l’ambiente non sembra sereno e disteso. Perché? Ed è qui che torna in primo piano il nostro sazio e stufo Perisic: il croato non sembra più adatto fisicamente ad un ruolo di fascia in cui deve ripiegare per difendere, forse per l’età, forse per gli stimoli che mancano, sembra che giochi con un peso avvolto all’altezza della cinta che ne rallenta le accelerazioni e le giocate. Poca sintonia con i terzini sinistri, troppo lavoro difensivo, poca ampiezza data dai movimenti timidi dei centrocampisti e di Icardi, insomma la situazione peggiore in assoluto per un giocatore come lui.

Chiede la cessione a Gennaio, Spalletti per mantenere la sua simpatia in sede di conferenza stampa dichiara questa volontà del croato, ma alla fine per motivi prettamente economici non si fa nulla. Oggi Perisic non potrà avere l’umore del giovane promosso in prima squadra, ma se si vuole rilanciare nel mercato estero deve assolutamente ritrovare la forma, sperando che Spalletti lo aiuti. L’unica cosa di cui siamo certi è che finisce di diritto nella lista degli scontenti.

Hamsik, alla ricerca della pensione d’oro

No, non stiamo parlando di un politico italiano. Stiamo parlando di Marek Hamsik, capitano e leggenda del Napoli. Dopo 11 anni e mezzo a Napoli in cui è diventato il giocatore con più reti della storia azzurra superando Maradona, ha acquisito il diritto di poter decidere quando e come terminare il suo rapporto con gli azzurri. Si, sembrerà strano, ma anche chi guadagna milioni di euro l’anno pensa alla ”pensione” e la volontà di Hamsik di affrontare gli ultimi anni da calciatore in un campionato più soft, in cui poter guadagnare un fondo per il futuro in cui si ritirerà si può considerare un pensiero del tutto legittimo. L’hanno fatto molti giocatori under 30 con un’ottima carriera come Pato, Oscar e Paulinho, perché non dovrebbe farlo lui? Ok, i romantici non accetteranno mai questa situazione, ma purtroppo bisogna essere pragmatici. Chiunque spera nell’addio al calcio di Hamsik con la maglia del Napoli, in un San Paolo gremito e con una Nazione intera in piedi ad omaggiarlo, ma non sarà così.

In totale sordina il Napoli e lo Sloveno hanno trovato l’accordo con un club cinese (il Dalian ”il grande e irreprensibile Dalian” seimicit.) e nessuno ha diffuso la notizia, fino a quando Hamsik non ha lasciato il terreno di gioco contro la Sampdoria di fronte a soli 15.000 tifosi e ha ammesso di essere in partenza. Sembra tutto fatto, la Serie A intera si sente in colpa per non aver omaggiato a dovere un campione come lui e scatta l’ira generale contro il Napoli e la cattiva gestione della notizia. Ma come in un bel cinepanettone, ADL blocca la trattativa perché ‘‘le modalità di pagamento non collimano con quelle pattuite”.

Come scusa? Volevano veramente pagare con un assegno postdatato? Scherzi a parte sembra che la trattativa faccia un passo indietro. Hamsik parte, Hamsik non parte, Hamsik è sicuramente scontento. Nelle ultime ore sembra che si sia ritrovato nuovamente l’accordo e che sia tutto definito, ma fino a quando non vedremo l’ufficialità è scontato avere dubbi. Sicuramente nel cuore di Hamisk aleggia un po’ di vergogna, non si doveva gestire così una situazione del genere.

Due storie simili nelle sensazioni, diverse nei fatti. Perisic rimane e si deve rilanciare, Hamsik vola via ma non sarà mai totalmente felice. Colpa di Spalletti, colpa di De Laurentiis, non lo sappiamo. Speriamo soltanto che in casa Inter e in casa Napoli torni a parlare il campo, piuttosto di chi lo calpesta.

SPORTS AGENCY SC24

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