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Andrea Conti talento e avversità: la storia di un portento incatenato

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Un anno e mezzo fa circa, nessuno avrebbe creduto ad Andrea Conti come seconda o addirittura terza scelta dello scacchiere difensivo del Milan: l’analisi di una sciagura.

Arriva a Milano durante l’estate degli infiniti acquisti del duo FassoneMirabelli per un cifra che si aggira attorno ai 25 milioni di euro, conquista immediatamente la titolarità nel 3-5-2 di Vincenzo Montella e dimostra tutta la sua qualità nelle prime uscite stagionali. Nulla di meglio per un giovane italiano che ha appena disputato una super stagione nell’Atalanta di Gasperini.

Le giovanili: la crescita con la Dea e i prestiti formativi

A 9 anni, dopo le esperienze nei pulcini del Lecco, sua città natia, e nella Virtus Malgrate Valmadreda, passa all’Atalanta in cui percorrerà per ben 10 anni tutte le trafile delle giovanili in cui mette in luce le sue qualità di spinta e la facilità di tiro che si porta dietro ancora oggi.

All’età di 19 anni i bergamaschi lo ritengono pronto alla prima esperienza formativa della sua vita: il prestito in Serie C al Perugia. È illuminante il primo anno lontano da Bergamo per Conti che con 16 presenze aiuta il Perugia ad arrivare primo nel girone conquistando, così, la Serie B.

Ed è proprio in Serie B che l’anno seguente consuma il suo secondo campionato tra i grandi. È il Lanciano che crede in lui e con ben 24 presenze aiuta la squadra a salvarsi e a posizionarsi a metà classifica.

Il ritorno all’Atalanta

Nella stagione 2015-2016 torna a Bergamo con qualche anno in più e con tanta esperienza acquisita tra le varie categorie inferiori. Questi due anni saranno un bagaglio fondamentale per la sua crescita.

Viene integrato nella rosa della prima squadra con cui percorrerà la sua prima stagione in Serie A collezionando 14 presenze e ben due goal.

Questo, però, è solo il preludio a qualcosa di grande che sta per accadere, prima nella testa del geniale Giampiero Gasperini e successivamente nella carriera di Conti. La stagione 2016-2017, infatti, è quella che lo porta ad essere titolare nell’Atalanta dei sogni, quella più competitiva degli ultimi anni. 33 presenze, 8 goal e qualificazione in Europa League per colui che diventa uno dei migliori prospetti nazionali nel ruolo di terzino destro.

Andrea sembra aver conquistato chiunque e le attenzioni su di lui aumentano da parte dei grandi club.

L’approdo al Milan: gioia e avversità

Il 7 Luglio 2017 passa al Milan per circa 25 milioni di euro firmando un contratto quinquennale. Debutta in Europa League nel 3-5-2 di Montella largo a destra nel suo ruolo preferito; conquista subito la titolarità e debutta anche in campionato.

Dopo poco più di 300 minuti disputati, però, il 15 Settembre si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro durante una sessione di allenamento. È beffardo il destino con questo ragazzo: un predestinato che avrebbe tranquillamente conquistato la Nazionale, oltre che il cuore dei tifosi rossoneri. Dopo anni di Ignazio Abate, la cui dedizione e attaccamento alla maglia sono bilanciati agli errori nel crossare in mezzo, il Milan avrebbe avuto l’occasione di sfruttare a pieno la fascia destra anche in fase offensiva…proprio nel momento in cui cresce un altro predestinato: Jesus Suso.

Il giorno dopo l’infortunio si opera e torna a disposizione circa 6 mesi dopo: l’incubo sembra finito. Ma è solo romantica illusione. Il 27 Marzo durante una sessione di allenamento si procura un trauma distorsivo allo stesso ginocchio che lo obbliga ad una nuova operazione. Un calvario infinito che lo tiene in infermeria tutta la prima stagione rossonera.

La luce in fondo al tunnel

Nella 17esima giornata della corrente stagione (2018-2019) torna in campo per sostituire Abate all’83° minuto di Milan-Fiorentina. Debutta anche in coppa Italia con la maglia rossonera, contro la Sampdoria in cui realizza un assist a Patrick Cutrone per il goal del momentaneo 1-0: il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non saranno i terribili infortuni a fargli dimenticare la sua classe e precisione.

Da qui, però, nasce spontaneo un quesito: cosa pensa Gattuso di Andrea Conti? Lo ritiene la seconda scelta dopo Calabria o addirittura la terza dopo Abate? In futuro sarà possibile vederlo titolare con Calabria spostato sulla fascia sinistra? Purtroppo nessuno potrà rispondere a queste domande se non il tempo. L’unica cosa che siamo autorizzati a fare è sperare che un talento del genere, soprattutto per la nostra nazionale, non si perda per strada per colpa della sfortuna.

Andrea Conti è un grande portento che però, da troppi anni, si ritrova incatenato.

SPORTS AGENCY SC24

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