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La Opinión

Il fallimento condiviso dell’Inter

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Luciano Spalletti Gli Sfigati del Lunedì

Anche quest’anno siamo giunti al classico punto di non ritorno, che contraddistingue ormai le stagioni dell’Inter dell’era post Mourinho. I ‘nostri eroi’ sono riusciti a perdere anche con l’allegra brigata bolognese, una squadra che la settimana scorsa aveva incassato quattro reti in casa dal Frosinone. I ‘nostri eroi’ sono riusciti nell’impresa di farsi fischiare anche da quella ‘buona fetta’ di tifoseria che ogni santa partita affolla gli spalti di San Siro spinta dall’amore indiscriminato verso i colori nerazzurri.

Luciano Spalletti ha fallito la sua missione, come i suoi predecessori, trascinando la squadra verso una mediocrità non affine alle qualità tecniche dei giocatori e dello stesso allenatore toscano. Hanno fallito tutti perché non hanno capito che allenare e giocare nell’Inter spesso va al di là delle logiche calcistiche, oltre a richiedere un dispendio di energie psicologiche non paragonabile alle altre realtà calcistiche italiane. Servono cuore, dedizione e attaccamento alla maglia, oltre alla capacità di fare gruppo, quest’ultima praticamente distrutta sia dalla sciagurata gestione del tecnico di Certaldo, sia dai mal di pancia di Icardi, Nainngolan e Perisic.

In ogni fallimento condiviso, c’è sempre un capro espiatorio, una ‘testa da mozzare’, un uomo da esporre alla gogna popolare. Sarà proprio Luciano Spalletti, l’uomo che verrà sacrificato per cercare di dare un senso all’ennesima stagione ‘invisibile’ dei nerazzurri, ancora in lotta per l’Europa League e per un posto nella prossima Champions League.

La società nerazzurra adesso si trova ad un bivio: confermare un allenatore sfiduciato dalla rosa o ingaggiare un traghettatore per condurre la squadra fino al termine della stagione e consegnarla nella mani di Antonio Conte. La famiglia Zhang si è dimostrata abilissima nella gestione del marketing nerazzurro, ma inesperta nella gestione della relazione allenatore-giocatori che si è deteriorata progressivamente negli ultimi mesi. Adesso è arrivato il momento della verità, un momento chiave per capire quale sarà il futuro dell’Inter nei prossimi anni.

Un presidente con le palle dovrebbe esonerare Spalletti, convincere Conte a fare anche da traghettatore e successivamente lavorare alla cessione delle ‘tre prime dame’ Icardi, Nainngolan e Perisic, che per motivazioni differenti non si identificano nel progetto Inter. Probabilmente parlo da imprenditore, ma sono dell’idea che “meglio 22 D’Ambrosio, che 3 mercenari e un allenatore in bambola“.

 

SPORTS AGENCY SC24

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