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La Opinión

Milan, la maledizione dei numeri 9: proviamo col 63

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Filippo Inzaghi numero 9

Sono passati ormai quasi dieci lunghi anni da quando l’ultimo numero nove degno di tale maglia ha vestito rossonero. Era Pippo Inzaghi, il più amato dai tifosi, il Campione del Mondo, l’artefice di due Champions League e in particolare quella di Atene, decisa da una sua doppietta. Oggi, si fatica persino a trovarne uno che faccia almeno dieci gol in Serie A, roba da non crederci.

A questo punto resta una domanda da porsi, piuttosto lecita: se in tutti questi anni il bomber del Milan è sembrato essere rivestito da una sorta di maledizione, ne sono passati davvero di ogni genere, è solo colpa loro o ci deve pur essere un filo conduttore che affonda le proprie radici a Milanello?

Matri, Torres, Luiz Adriano, Bacca, Kalinic e per ultimo quello che proprio non ti saresti mai aspettato. Quello che in estate aveva fatto esclamare “finalmente torniamo ad avere un bomber”, uno che da solo doveva alzare l’asticella qualitativa di una squadra buona sì, ma priva di campioni assoluti come quello appena arrivati. E invece, Higuain dalla Juventus, è stato il più clamoroso e caro “pacco” nella storica recente milanista.

E’ costato praticamente due milioni di euro a gol, pochissimi quelli fatti in maglia rossonera, ma la cosa peggiore e più deludente è stata l’abbandono della nave in occasione del match più importante dell’anno, forse l’unico in grado di regalare un trofeo alla deludente stagione rossonera che sin dai gironi ha dovuto dire addio all’Europa. Higuain ha mollato, abbandona tutti e vola al Chelsea, comune denominatore il suo atteggiamento di una carriera che lo ha visto salutare la barca quando le onde si facevano più alte.

Tra tutti i numeri nove quello che meno ricordi negativi ha lasciato è stato Bacca, oggi persino rimpianto, visti i comunque trenta gol segnati in due anni. Kalinic lo scorso anno è stato un ombra, Luiz Adriano un mistero ancora irrisolto, Matri veniva a Milano con tante maglie da titolare alla Juve, i suoi gol al Milan si contano sulle dita di una mano, Torres era già lontano parente di se stesso prima di atterrare a Malpensa.

Si pensa ancora a Superpippo ed oggi si inneggia e spera nel suo autentico erede, uno che fa male tutte le volte che entra, uno che si mangia il campo nel vero senso della parola e per questo è amato. Patrick Cutrone non porta la numero nove sulle spalle e a questo punto, è un bene. Il suo 63 è atipico, così come strano è il fatto che la società non voglia nemmeno stavolta puntare su di lui, andando a spendere oltre 40 milioni di euro su un giocatore che ben ha sì fatto, ma per appena 4 mesi in Italia, il polacco Piatek.

E allora perché sfidare il destino, vestire della nove un altro attaccante straniero, quando in casa hai un giovine italiano pronto a mettersi sulle spalle l’intera truppa, senza paura e timori, dopo aver già dimostrato di essere il solo capace da due anni di buttarla dentro: l’anno scorso 22 gol, a soli 19 anni, quest’anno è già vicino alla doppia cifra e in Supercoppa solo la traversa e un fuorigioco inesistente lo hanno fermato.

Che facciamo, Leo?

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