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Stefan Radu, il biancoceleste come seconda pelle | Storie di calcio

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Radu Stefan - Storie di Sport Lazio

Ten Years Challenge. È questa la mania che sta spopolando nei social network in questi giorni. Tanti i calciatori che hanno voluto partecipare, postando immagini di dieci anni fa. C’è chi, se dovesse partecipare, al di là dei normali ed evidenti cambiamenti fisici ed estetici, metterebbe in mostra il suo amore per una sola maglia, indossata per ben dieci stagioni. Tra questi c’è Stefan Radu, autentico e vero e proprio pilastro e bandiera della Lazio.

L’arrivo di Radu alla Lazio e la fiducia di Delio Rossi

È infatti il gennaio del 2008 quando il rumeno sbarca nella Capitale. I biancocelesti lo soffiano alla concorrenza, strappandolo alla Dinamo Bucarest, squadra in cui il buon Stefan è cresciuto, debuttando in prima squadra a 17 anni. Il salto di qualità chiamato Lazio non può però aspettare, nonostante la giovane età e una maturità che deve ancora completarsi. Il difensore debutta subito in Coppa Italia al Franchi di Firenze, dimostrando tutto il suo valore e tutte le sue qualità. Il riscatto arriva già nel mese di aprile. Insomma, non ci sono proprio dubbi e ripensamenti: il futuro della difesa dei romani sarà affidato a Radu. Nella stagione successiva Delio Rossi gli concede sempre più spazio e fiducia. Sono 21 le presenze stagionali, ma soprattutto arriva il primo trofeo in carriera: la Coppa Italia vinta in finale ai rigori contro la Sampdoria. La prima gioia tinta e colorata di biancoceleste.

Il rischio retrocessione e la risalita

L’annata 2009/2010 inizia nel migliore dei modi. La Lazio di Ballardini, che ha sostituito in panchina Delio Rossi, batte l’Inter nella finale di Supercoppa italiana, disputatesi in quel di Pechino. Il secondo successo nel giro di pochi mesi, che però rappresenta una vana illusione.  I capitolini vengono infatti eliminati dall’Europa League già nella fase a gironi e in campionato non rischiano addirittura un’incredibile retrocessione. Il cambio di allenatore è un qualcosa di inevitabile. L’arrivo di Edy Reja, oltre a far conquistare la salvezza, ridà fiducia all’ambiente. A giovarne è anche Radu. Le sue prestazioni salgono di tono e di livello. Ed ecco che nel campionato successivo i biancocelesti tornano grandi protagonisti. Il rumeno gioca da terzino della difesa a quattro e diventa un piilastro inamovabile del reparto arretrato. Nel finale di stagione è fermato da un infortunio. La sua assenza pesa e infatti il sogno Champions League sfuma all’ultima giornata.

Dal rinnovo al 26 maggio. Stefan Radu entra nella storia laziale

La stagione 2011/2012 si apre con l’annuncio del suo rinnovo fino al 2016. Il legame inizia a farsi sempre più solido. La delusione è però la stessa dell’anno precedente. Infatti ancora una volta la qualificazione alla massima competizione europea sfuma all’ultimo. Ed ecco che Reja saluta la Lazio. La società decide di affidarsi a Vladimir Petkovic. Con l’allenatore bosniaco il buon Stefan  conserva il posto da titolare, ma soprattutto, il 6 dicembre 2012 contro il Maribor, trova il suo primo gol in maglia biancoceleste. Il bis arriva l’8 gennaio del 2013 nei quarti di finale di Coppa Italia contro il Catania. Già la Coppa Italia. Il 26 maggio 2013 Radu è tra i protagonisti della storica finale vinta contro la Roma. Un modo per incidere il proprio nome nella storia del club capitolino.

Alti e bassi

Quel successo avrebbe potuto senza alcun dubbio rappresentare il punto di partenza per aprire un ciclo. Invece, nell’annata successiva, a dominare sono le delusioni. Arriva la sconfitta in Supercoppa con la Juventus e in campionato la Lazio balbetta. Tutto questo porta al ritorno di Edy Reja, utile solo per salvare il salvabile. Tutto questo porta a un Radu meno brillante. C’è chi ipotizza una cessione. La stagione 2014/2015 è però caratterizzata dall’arrivo in panchina di Stefano Pioli. Il difensore rumeno rinasce, raggiunge le 200 presenze, ma soprattutto torna a offrire grandi prestazioni e la squadra romana, dopo una cavalcata a dir poco entusiasmante, centra il terzo posto in classifica. Ancora una volta però, quello che potrebbe essere inizio, viene trasformato come una fine. I capitolini perdono malamente nei preliminari di Champions contro il Bayer Leverkusen e in Serie A zoppicano e vivono di alti e bassi. Stefan però è legato sempre più all’ambiente laziale e infatti, nel luglio del 2015, rinnova per altri cinque anni. Un contratto a vita.

La rinascita di Radu targata Inzaghi

Il resto è storia recente. Il resto parla dell’arrivo in panchina di Simone Inzaghi. Con l’ex tecnico della Primavera Radu vive una vera e propria seconda giovinezza. Inoltre il passaggio alla difesa a tre ne esalta caratteristiche e personalità. Ma, ancora una volta, gioie e delusioni si compensano. La gioia è data dalla vittoria in Supercoppa contro la Juventus, datata 13 agosto 2018. La delusione è data dalla Champions League sfumata all’ultima giornata nello scontro diretto con l’Inter. La massima competizione europea rimane una chimera. Ma c’è un qualcosa che non può essere smentito ed è testimoniato dal fatto che, il 10 febbraio 2018, arriva la presenza numero 300. Perchè quella maglia è come una seconda pelle. Perché Stefan può essere definito un laziale vero.

 

 

 

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