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Graziano Pellè, ci eravamo tanto amati

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Pellè segna alla Spagna

Siamo stati tra i pochi a credere nelle qualità di Graziano Pellè, in un periodo nel quale l’Italia celebrava altri attaccanti, meno prolifici del bomber leccese, e che reputavamo meno meritevoli di indossare la maglia azzurra. Abbiamo scritto articoli per certificare la stima che riponevamo nelle qualità di un calciatore che in Olanda ha spaccato le porte e in Inghilterra è andato due volte in doppia cifra, pur giocando in un club normale come il Southampton. Abbiamo applaudito di fronte alla scelta di Conte di portarlo in Azzurro in occasione degli Europei del 2016; proprio lì, dove si è consumato il grande tradimento.

Graziano Pellè: Il bomber (ri)dimenticato

Si intitolava “Il bomber dimenticato” uno dei nostri articoli su Graziano Pellè. 55 reti in 66 partite con la maglia del Feyenoord in tutte le competizioni, una vena realizzativa da top player, sebbene l’Eredivisie venisse e vengo tutt’ora considerato un campionato di livello mediocre. Ci sembrava veramente assurdo che uno con questi numeri non venisse minimamente preso in considerazione rispetto al Balotelli o al Destro di turno, attaccanti che non hanno mai dimostrato di valere quanto l’opinione pubblica reputava. Pellè, al netto delle esperienze insoddisfacenti in Serie A, aveva fatto benino all’AZ Alkmaar e, come detto, era andato alla grandissima a Rotterdam. Amatissimo dal pubblico olandese, disconosciuto da quello italiano. Noi esclusi.

Il flop azzurro

Con l’arrivo di Antonio Conte sulla panchina azzurra, Pellè ha potuto sperimentare un rinnovato entusiasmo attorno al suo nome. Messo al centro del progetto, il Graziano finalmente nazionale ha ripagato con gol (7 nel biennio di Conte) e prestazioni, sostenuto dai buoni numeri prodotti in Premier League (23 gol in 68 partite). La convocazione per Euro 2016 è apparso a tutti il coronamento di un cammino faticoso, una gavetta portata a degna conclusione. In terra di Francia, Pellè ha timbrato contro Belgio e Spagna, le due avversarie più temibili; punta operaia di una squadra operaia, le porte del paradiso sembravano aprirsi in maniera definitiva. Nessuno poteva immaginare, tuttavia, che il finale lo avrebbe ricacciato clamorosamente nella pattumiera della memoria. Il rigore sbagliato contro la Germania, ma soprattutto l’assurda provocazione nei confronti di uno dei migliori portieri al mondo, hanno di fatto sancito la fine della liaison con il popolo italiano. E stavolta anche con noi.

Dove gioca Pellè: La scelta del Dragone

Anziché provare a rimettersi in gioco ancora una volta, Pellè ha preferito scappare, rifugiandosi nell’esilio dorato della Cina. Con uno stipendio che in Europa non percepiscono nemmeno i top, l’ex idolo di questa redazione ha imboccato lontano dai riflettori il viale del tramonto. Le prime due stagioni, rispettivamente 5 e 7 gol, sono servite come rodaggio. Lo scorso anno le 16 reti in 26 partite hanno fatto nascere l’idillio con il popolo cinese. Abbastanza per cancellare il ricordo dell’amaro epilogo di Euro 2016? Forse. Ma sicuramente non quello del grande tradimento nei nostri confronti. E pure, Graziano, ci eravamo tanto amati.

SPORTS AGENCY SC24

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