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Calcio & Economia

Se il giocatore è azienda: la disavventura di Stones

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John Stones, giocatore del Manchester City

L’amore è sempre amore. E allora ti fa chiudere gli occhi, ti fa battere il cuore. Ti fa prendere decisioni forse irrazionali ma che in quel momento ti sembrano sempre le più giuste. Oh, chiedere per credere a John Stones, difensore 24enne del Manchester City e della Nazionale di Southgate. Il calciatore è stato acquistato dall’Everton nell’estate del 2016: un passaggio ricchissimo che aveva destato non poche polemiche. 56 milioni di euro, e l’occasione della vita su specifica richiesta di un top manager come Pep Guardiola. Non uno qualsiasi.

A Manchester va con Millie, la sua dolce metà. Nove anni insieme, cresciuti da ragazzini e diventati inseparabili nella cattiva e nella buonissima sorte. Millie lascia il lavoro per seguire John, e lui cerca di ricambiare in qualche modo: con il nuovo contratto al City, il giocatore decide di assumere tutta la famiglia della donna. Dal padre (giardiniere) al fratello, uomo fondamentale nella vita di Stones. Prima autista, poi assistente. Insomma, il suo tuttofare con stipendio da duemila sterline al mese che tanto facevano comodo alla famiglia Savage.

Ecco: come riporta il Mirror, dopo la rottura tra i due, il danno economico per l’intera famiglia è stato imponente. Il giocatore ha lasciato il vecchio appartamento alla donna, ma ha licenziato in tronco suocero e cognato, trasferendosi in un appartamento da 6mila sterline al mese, vicino al tecnico Guardiola. Ah, per la cronaca: aveva già tradito Millie nel 2016, poi il tatuaggio del volto dell’amata. Stavolta pare l’abbia fatta grossissima. Che assumere anche la terza generazione dei Savage non basterà. Morale, comunque: se il giocatore si fa azienda, a perderci sono sempre e solo i dipendenti.

SPORTS AGENCY SC24

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