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Oscar, quando i soldi valgono più della gloria

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Oscar dos Santos Emboaba Júnior ha scelto la pensione dorata di Shanghai

Oscar dos Santos Emboaba Júnior è il massimo esempio di come i calciatori moderni preferiscano i soldi a fama e vittorie. il suo trasferimento allo Shanghai SIPG nel gennaio 2017 destò parecchio scalpore sia per la cifra, sia per la squadra. Il brasiliano fu pagato 60 milioni di euro e risulta ancora oggi il trasferimento più oneroso del calcio cinese.  La domanda che tutti si posero all’epoca fu, però, un’altra: cosa spinge un calciatore ancora giovane e che avrebbe potuto aspirare a grandissimi club ad accettare la corte di un club cinese?

Le follie di Oscar

Quando Oscar accettò il trasferimento allo Shanghai SIPG aveva 25 anni ed era nel giro della nazionale brasiliana. Ora di anni ne ha 27 e da tre non veste più la casacca verdeoro. I grandi club sembrano averlo dimenticato. Lui segna e vince (un campionato) in un altro continente, ma la sua carriera è pressocchè finita. Fu lui stesso ad affermare che, quando accettò il trasferimento pensò “più alla mia famiglia che alla mia carriera. Ho avuto altre ottime offerte da grandi team in Europa. E poi sono giovane e, quando scadrà il mio contratto, potrò tornare in Europa”. 

A sentire le parole di Oscar viene un po’ di magone. Perchè il ragazzo non giocava in una squadretta, bensì nel Chelsea dove percepiva già un signor stipendio. Nel momento in cui decise di accettare l’offerta dalla Cina, stabilì un primato: divenne, infatti, il giocatore più pagato al mondo. Il brasiliano firmò un quadriennale da 476.758 euro a settimana. Il totale fa quasi 25 milioni di euro all’anno. In poche parole Oscar guadagna  68.108 euro al giorno, 2.837 euro all’ora, 46 euro al minuto e 77 centesimi al secondo.

Una carriera andata

Oscar è sicuramente un giocatore di grandi doti tecniche, ma merita una valutazione simile? Probabilmente no. In Inghilterra aveva dimostrato di avere ottime doti, ma la valutazione che ne ha fatto lo Shanghai SIPG, soprattutto a livello di ingaggio, è stata sproporzionata. Il brasiliano ha detto addio ad ogni ambizione e ad ogni possibilità di crescita.  Non viene convocato nella nazionale verdeoro dal settembre 2016, ha visto i mondiali da casa e pare essere sparito da ogni radar europeo. E non è che in Cina faccia sfracelli: appena 24 gol in 74 match. In un torneo di basso livello come quello cinese era lecito aspettarsi di più da lui. Il brasiliano è stato attirato dai facili e lauti guadagni come Pinocchio dal Paese dei Balocchi. Ora guadagna da nababbo, certo, però si sogna la Champions, i grandi stadi e i titoli dei giornali. Sarà valsa la pena rinunciare alle offerte di club quotati come Bayern, Barcellona e Atletico Madrid per andare a Shanghai? Solo lui può rispondere a questo quesito. Chissà se, quando sarà vecchio non si pentirà, come Re Mida, di tutto l’oro che lo circonda. I soldi sono importanti, ma per un calciatore, giocare a pallone ad alti livelli deve valere di più.

SPORTS AGENCY SC24

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