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Milan, le 5 richieste alla UEFA per evitare il ricorso al TAS

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Ivan Gazidis, AD del Milan

Il Milan non accetta la sanzione della UEFA e passa al contrattacco. La notizia di giornata, riportata dall’Ansa e condivisa da diverse testate, è che l’Amministratore Delegato rossonero Ivan Gazidis si è recato dall’organismo continentale per discutere le condizioni che soddisferebbero il team ed eviterebbero il ricorso al TAS di Losanna. Uno scontro che i vertici dell’organizzazione vogliono evitare, nel limite del possibile. Intanto sono trapelate alcune indiscrezioni su quanto richiesto dalla squadra italiana. Bisogna specificare che tra le due parti c’è stato un incontro informale, non delle pretese formali.

  1. Pareggio di bilancio posticipato – Il Milan non ritiene raggiungibile l’obiettivo di pareggio di bilancio entro il 2021, come chiesto dalla UEFA. La società rossonera chiede che il termine previsto sia il 2023, così da avere due anni in più per organizzare le proprie finanze e rimediare alla situazione del club. Il punto fondante è che il debito si basava sulla vecchia proprietà, mentre la nuova ha una maggiore e comprovata disponibilità economica.
  2. Nessuna esclusione dalle coppe europee nel 2021/22 – Contestualmente, la società milanese non vuole rischiare di pagare le follie economiche della precedente gestione. L’esclusione punitiva dalle coppe europee, oltre a essere un grave buco nel quadro delle entrate, porterebbe un grave danno d’immagine al club. Un’ipotesi che la dirigenza vuole assolutamente scongiurare.
  3. Nessun paletto sull’attuale calciomercato – Prima di concludere ogni operazione in entrata in uscita, Paquetà a parte, i rossoneri vogliono sapere con precisione il loro spazio di manovra. È evidente che agire senza la lente d’ingrandimento della UEFA puntata contro può permettere acquisti più onerosi e mirati. Una formula di pagamento come quella utilizzata per il brasiliano non sarebbe possibile per nuovi arrivi con le restrizioni vigenti.
  4. Riduzione della multa – Secondo quanto stabilito dalla UEFA, il Milan deve pagare una multa di 12 milioni di euro per le proprie irregolarità con il Fair Play Finanziario. Una cifra che i rossoneri vorrebbero diminuire, sia per impiegarla nel bilancio sia per eventuali nuovi acquisti.
  5. Maggiore libertà nella gestione del mercato – Anche nelle prossime sessioni di calciomercato, il club milanese vuole poter agire con maggiore libertà e con meno paletti. Ancora una volta la solidità della proprietà e la sua ingente disponibilità economica sono i pilastri su cui si basa la motivazione della richiesta della dirigenza. Naturalmente da entrambe le parti c’è l’interesse per non arrivare allo scontro definitivo, che non gioverebbe né all’immagine del Milan né a quella della UEFA.

SPORTS AGENCY SC24

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