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Juve, Allegri come il Trap. Ma oggi può essere la scelta giusta?

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Allegri come il Trap

In termini di pianificazione, la Juventus è ormai maestra: i bianconeri, dall’inizio dell’era Agnelli, hanno tracciato un sentiero che finora parla chiaro, con nove stagioni all’attivo e sette scudetti conquistati. L’ottavo è un obiettivo concreto, reale e francamente alla portata visto l’andamento di Ronaldo e compagni in Serie A. Record su record stracciati, almanacchi riscritti di punto in bianco. La Juve, negli ultimi anni, sta riscrivendo la storia del calcio italiano. E lo sta facendo sotto l’egida di una guida tecnica che, negli anni, si è sempre saputa superare ed è riuscita ad imporre la sua linea: parliamo, ovviamente, di Massimiliano Allegri. Ed è di questi primi giorni del nuovo anno che rimbalza, prepotente, la voce secondo cui la Juve sarebbe pronta a blindare il tecnico toscano, vero e proprio marchio del ciclo vincente. Sulla scia di Giovanni Trapattoni, il tecnico più vincente e finora ancora imbattuto in bianconero.

Allegri come il Trap, la volontà della Juventus

Antipatico ai più, vincente praticamente sempre, anche quando sembra moribondo, sfacciato ed elegante al tempo stesso, Max Allegri arrivò tra lo scetticismo dei supporter juventini, di cui ha saputo conquistare cuori e menti. Ancora oggi qualche critica non gli viene risparmiata ma lui è sempre lì, a fine anno, con un altro scudetto da cucirsi in petto, mentre già pensa ad un’altra stagione. Chiara, chiarissima la posizione del patron Agnelli, che sogna una Juventus dominante in Europa e che finalmente, dopo gli investimenti degli scorsi anni, con l’ultima, esosa spesa estiva: blindare Allegri e costruire con lui un ciclo che ripercorra quello vincente del Trap, che faccia scuola e, perché no, che superi anche quello del maestro del gioco all’italiana. Ma è la scelta giusta? I risultati, finora, danno ragione alla Juve e ad Allegri. L’unica cosa che manca, ai bianconeri, è la consacrazione in Europa. Quella solo accarezzata per ben due volte e per ben due volte cancellata via dai colossi spagnoli Barça e Real. Quella che mai come questa volta è alla portata del club, da tutti dato come favorito per la vittoria finale. Sarebbe la consacrazione della Juve, di Allegri stesso. Sarebbe la più grande motivazione per continuare insieme. Ma, allo stesso tempo, quella per dirsi addio.

La verità sul futuro di Allegri a Marzo

Allora la domanda da porsi è un’altra. È ancora possibile, nel calcio di oggi, un ciclo lungo come quello che fu del Trap? O di tanti altri allenatori, soprattutto in Inghilterra? Una risposta difficile da dare, poiché è difficile stabilire un confine netto tra ambizione continua e soddisfazione. Allegri ha dimostrato, negli anni, di essere affamato di vittorie. E dopo ogni vittoria, ne ha subito chiesta un’altra. Come reagirebbe, dinanzi al trionfo più importante di tutti, non è dato saperlo. Probabilmente lo si scoprirà, come il futuro. Con le intenzioni chiare della Juve già sbandierate: l’accordo scade nel 2020, a marzo è previsto un incontro tra le parti. Agnelli proporrà ad Allegri il suo progetto. Il progetto Juve, quello che si rinnova di anno in anno, ma sempre sotto la guida di una sola persona. Quella che ha ormai lo stile Juve nel sangue, ma che vede il suo nome sempre più accostato ad altri club. Nelle ultime ore rimbalza la voce del Real Madrid. Max vacillerà? Lo scopriremo solo vivendo…

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