Connect with us

Non Solo Sport

Leoluca Orlando, il sindaco agitato e ribelle

Pubblicato

|

Leoluca Orlando sindaco di Palermo

E’ diventato il capofila dei sindaci ribelli, coloro che hanno annunciato la volontà di non applicare il Decreto Sicurezza di Salvini. In passato ha polemizzato duramente con Giovanni Falcone. Nel mezzo, una perenne agitazione alla ricerca della propria collocazione politica. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, è tutto fuorché un personaggio mite.

Una vita legata a Palermo

Dal 1985 ad oggi, Orlando è stato per ben cinque volte sindaco di Palermo, carica che ricopre attualmente. Lo ha fatto con formule politiche variabili, spesso tenendo insieme sigle che altrove erano in competizione (nel 1993, data del secondo mandato, a sostenerlo c’erano i Cattolici Democratici e Rifondazione Comunista); non sono mancati nemmeno i colpi di scena, come quando nel 2012 si candidò dopo aver sostenuto Rita Borsellino alle primarie del centrosinistra. Vicissitudini che hanno trasformato Orlando in un attore della politica, un teatrante sempre pronto a prendersi il palcoscenico.

La polemica con Falcone

Celeberrima, e più volte richiamata in questi giorni, la polemica che lo vide opposto a Giovanni Falcone, l’eroe della lotta antimafia. Leoluca Orlando non ha mai disdegnato di tenere un atteggiamento scenografico nei confronti della mafia (nel 2005 si è beccato una condanna per diffamazione per aver aver accusato, durante un comizio, due consiglieri comunali di collusione), e probabilmente la prudenza di Falcone non gli andava a genio. Il sindaco accusò sostanzialmente il magistrato di aver tenuto nascosti dei documenti che avrebbe dovuto rendere pubblici. Senza entrare nel merito della questione, Falcone fu costretto ad una strenua difesa del suo operato, incalzato dall’eclettico Orlando a suon di interviste e dichiarazioni. Un antipasto della grande ribellione.

Un progressista critico

Non è facile tracciare un profilo politico di Orlando, la cui identità politica, seppur collocabile nello scacchiera di centrosinista, è troppo liquida e agitata per poter essere definita in maniera netta. Nel 2018 è entrato nel PD, dopo anni spesi ad annusarsi e ringhiarsi a vicenda. Orlando piace un po’ a tutti. Piace alla sinistra radicale, per il suo atteggiamento aggressivo, piace al ceto medio progressista per il suo carisma borghese. Difensore della Costituzione in Italia e della legge a Palermo, lo scontro con Salvini non poteva che rappresentare il rendez-vous della storia.

Faccia a faccia con il Ministro

Orlando non è stato l’unico sindaco a ribellarsi al Decreto Sicurezza, ma sicuramente, tra i suoi colleghi, è la figura che emerge più distintamente. Sarà per quell’esuberanza da uomo del Sud, sarà per quel maremoto che è stato il suo cammino politico, Orlando sembra l’uomo giusto al momento giusto nel faccia a faccia con Salvini. Un rivoluzionario timido messo di fronte ad un conservatore spavaldo. Una levata di scudi, quella contro il Decreto del Ministro dell’Interno, che sventola la bandiera dei diritti umani, della solidarietà, della Costituzione. Ma siamo certi che ad Orlando importa poco dei contenuti della battaglia. Egli cercava soltanto un altro bersaglio per dare soddisfazione alla sua agitazione ribelle.

 

Continue Reading
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SPORTS AGENCY SC24

Pubblicità

Facebook

BETCAFE24

Trending