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Ricordando Kakà, il Milan riparte da Lucas Paquetà

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Mi manda Kakà. Un paragone molto importante per il nuovo acquisto del Milan, Lucas Paqueta. Classe ’97, l’oramai ex centrocampista del Flamengo è stato acquistato, come il suo predecessore, da Leonardo, e gioca nello stesso ruolo di uno di quelli che si è guadagnato con le giocate l’amore e il rispetto eterno della tifoseria del Milan.

La folgorazione di Leonardo, anche se…

L’attuale direttore sportivo del Milan ebbe la folgorazione quando il Pallone d’Oro del 2007 giocava nel San Paolo. A dire la verità, però, la storia del fuoriclasse brasiliano poteva essere completamente diversa: durante gli anni, infatti, è venuto fuori il retroscena clamoroso secondo cui Kakà sarebbe stato adocchiato prima da Marco Branca, che operava sempre a Milano, ma sponda nerazzurra. A bloccare il suo acquisto, però, fu l’allenatore dell’epoca dell’Inter, tale Hector Cuper, che pensò che il brasiliano poco si potesse sposare con il suo 4-4-2.

I contatti furono portati avanti non solo da Leonardo, ma anche da Ariedo Braida, ora al Barcellona. Il Milan investì 8,5 milioni di euro: all’epoca, per un ragazzo di belle speranze, erano tanti soldi. L’esborso è paragonabile a quello dell’attuale proprietà rossonera, che per mettere le mani su Paquetà ha dovuto mettere mano al portafoglio per circa 35 milioni di euro.

Quella maglia e quella finestra…

L’amore tra la tifoseria del Milan e Kakà è sbocciato negli anni, è cresciuto, grazie anche ai trofei vinti, tra cui la Champions League del 2007 ad Atene. Ma il nome di Ricardo Izecson dos Santos Leite è stato scolpito a fuoco nel cuore della tifoseria milanista il 19 gennaio 2009. Quando tutti i media riportavano di un accordo praticamente fatto tra il Milan e il Manchester City per una cifra tra i 100 e i 120 milioni di euro, Kakà si affacciò dalla finestra della sua abitazione, sventolando la maglia rossonera e indicando lo stemma. Un atto di amore clamorosamente apprezzato, anche se poi, soltanto 6 mesi dopo, il Real Madrid, per la metà dei soldi, lo portò alla corte di Florentino Perez.

Paquetà, in comune con Kakà, per ora ha soltanto la nazionalità e il ruolo in campo. Il popolo milanista spera che le gesta del classe ’97 possano ripercorrere, anche solo in parte, quelle di uno dei più grandi trequartisti della storia del Brasile. Per ora, basterebbe anche un contributo alla qualificazione in Champions League per mettere il primo tassello di una storia d’amore che tutti, nell’ambiente rossonero, sperano possa essere lunga e trionfale.

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