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Inzaghi ci prova: albero di Natale per esaltare Correa

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Da tradizione, l’albero di Natale si fa l’8 dicembre. Dalle parti di Formello, però, hanno deciso di spostare un po’ più avanti la ricorrenza. Giusto il tempo di aspettare gli ultimi risultati, analizzarli e comprenderli. Perché il momento della Lazio è assolutamente buio. L’ultima vittoria in campionato risale a più di un mese fa, precisamente al 4 novembre, quando all’Olimpico la Spal venne stritolata per 4-1. Qualche giorno dopo, in Europa League, l’ultima gioia contro il Marsiglia, pratica sbrigata per 2-1.

Da quel momento 4 pareggi e 3 sconfitti, una seconda posizione nel gruppo europeo e una lotta al quarto posto sempre più affollata e complicata. Quello che più preoccupava nell’ambiente biancoceleste, però, era la statistica relativa ai gol: solo 6 in 7 partite quelli fatti, 10 invece quelli subiti. Un unicum anomalo nella gestione di Simone Inzaghi, con la Lazio a rappresentare il peggior attacco delle prime dieci in classifica con solo 22 reti. Serve una svolta, un cambiamento. Ed ecco che contro il Cagliari, sabato alle 12.30, sarà varata una nuova formazione. “Negli ultimi due giorni abbiamo provato un nuovo assetto – ha dichiarato il mister in conferenza stampa – non sarà un esperimento perché è un qualcosa che abbiamo attuato già nelle settimane precedenti. I ragazzi devono sapere tutto, al di là del modulo conta come vengono interpretate le partite”.

Se nelle ultime gare l’inversione di tendenza avveniva nel secondo tempo, quando si passava da una difesa a 3 ad una a 4, qualcosa voleva dire. Contro i sardi si partirà subito così con due centrali, entrambi mancini, come Acerbi e Radu, e le corsie laterali affidate a Marusic e Lulic. Sarà un 4-3-2-1, un albero di Natale in piena regola, con le chiavi della squadra affidate a Badelj, coadiuvato in mediana da Parolo e Milinkovic Savic. Le innovazioni più importanti, però, riguardano l’assetto d’attacco. È qui la vera rivoluzione.

Dei 22 gol messi a segno dalla Lazio in campionato, la metà, ovviamente, portano la firma di Ciro Immobile: 10 firme in 1374 minuti disputati. Sul podio, in terza piazza, c’è Marco Parolo, a quota 3 contri in 1376. Secondo è invece Joaquin Correa, con gli stessi gol del centrocampista italiano, ma con meno della metà dei minuti giocati: 626. Il classe 1994, argentino, arrivato in estate dal Siviglia, è anche il miglior giocatore biancoceleste per numero di dribbling riusciti a partita (1.9) e tra i migliori per tiri tentati a partita (1.8 fonte WhoScored).

Inzaghi proverà a plasmare su di lui la trequarti laziale. Provando così a dare una scossa a Luis Alberto, fermo finora ad un gol e autore di prestazioni scialbe e inconcludenti, e a rinvigorire Ciro Immobile, solo 4 centri per lui nelle ultime 10 partite. El Tucu è pronto a prendere al volo questa possibilità, uscire dalla panchina e entrare in pianta stabile tra i convocati. L’albero è stato costruito per lui, adesso l’ex Siviglia si deve trasformare in Babbo Natale. La letterina per i regali è già scritta: gol, assist e punti.

 

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