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Chiellini tra i top 11 della sedicesima giornata Chiellini tra i top 11 della sedicesima giornata

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Giorgio Chiellini: il guerriero del calcio moderno che sognava la NBA

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Fiero, combattivo, lottatore e che non si arrende mai. Questa è una delle definizioni più semplici della parola guerriero. Volendo applicare tutto ciò al mondo del calcio e a un giocatore in particolare, uno dei primi nomi che viene non può non essere quello di Giorgio Chiellini. Il difensore della Juventus e della nazionale è infatti l’emblema della maglia sudata e di chi è sempre l’ultimo ad alzare bandiera bianca. Fino all’ultimo pallone giocabile. Fino al 90′ e oltre.

Chiellini & Kobe Bryant: dalla pallacanestro alla Fiorentina

Nato a Pisa il 14 agosto del 1984 ma cresciuto in quel di Livorno, il suo sogno da bambino era quello di giocare a pallacanestro. Il piccolo Giorgio era infatti tifoso dei Los Angeles Lakers e in particolare dell’immenso Kobe Bryant. Il calcio era però in qualche modo scritto nel suo destino, o addirittura quasi marchiato.

Chiellini inizia a giocare, nel ruolo di terzino sinistro, con la maglia del Livorno, con cui esordisce tra i professionisti all’età di 16 anni. La Roma lo osserva con attenzione, ma non riesce a portarselo a casa. Ma dopo quattro anni con la maglia della squadra toscana, ad accaparrarselo è la Juventus, che inizialmente lo gira in prestito alla Fiorentina. Il solito modo per farsi le ossa, crescere e dimostrare il proprio valore. Con i viola arriva, a 20 anni, il debutto in Serie A. Con i gigliati convince tanto da guadagnarsi la convocazione in nazionale. Una roba non da poco e non da tutti.

Da Capello a Deschamps, la trasformazione di Chiellini

Nel 2005, a 21 anni, l’occasione chiamata Juventus diventa totalmente e completamente realtà. A volerlo fortemente è un certo Fabio Capello, all’epoca allenatore dei bianconeri. Con la Vecchia Signora arriva anche l’esordio nelle competizioni internazionali. Insomma, l’ascesa è sempre più continua. Per Chiellini c’è però c’è un ostacolo, ossia la vicenda Calciopoli e la retrocessione nell’inferno nella Serie B. Sotto la guida di Deschamps però il classe 1984 vive una vera e propria evoluzione tattica, trasformandosi da terzino sinistro a difensore centrale. Un ruolo che sembra essere cucito addosso alle sue caratteristiche tecniche e tattiche: forza fisica, stacco aereo, aggressività nei contrasti. Insomma, una scelta che ha cambiato la sua carriera e che ha favorito la sua esplosione ed affermazione.

La crisi post-Calciopoli

L’incubo dura soltanto un anno, grazie alla promozione immediata, ma il periodo difficile no. Nonostante la risalita fulminea in Serie A, la Juventus infatti fatica a ritrovare sé stessa e a tornare quella di un tempo. I bianconeri vivono stagioni fatte di alte e bassi, cambiano continuamente allenatore e non trovano continuità e fiducia. Le cause sono molteplici, a partire da un progetto che non convince e da continui errori in sede di mercato. Chiellini sembra risentirne e il suo rendimento cala leggermente, anche se riesce a togliersi qualche piccola soddisfazione personale, come, ad esempio, il suo primo gol in Serie A, arrivato il 2 settembre del 2007 in Cagliari-Juventus 2-3. Eppure qualcosa non torna. Eppure qualcosa non funziona. Il buon Giorgio vive sull’altalena e non riesce a giocare come vorrebbe e potrebbe.

L’effetto Conte e l’ultima trasformazione del Guerriero

Ma la rinascita è comunque dietro l’angolo e coincide con la stagione 2011/2012, anno dell’arrivo sulla panchina dei piemontesi di Antonio Conte. Quest’ultimo ribalta tutto, soprattutto dal punto di vista caratteriale e della personalità. I bianconeri tornano a essere una macchina da risultati. Ma soprattutto tornano a vincere. Lo scudetto soffiato al fotofinish al Milan è probabilmente uno dei più belli e dei più meritati. Chiellini ovviamente torna grande protagonista. Per lui c’è un nuovo ruolo, quello di centrale in una difesa a tre, accanto al regista difensivo Leonardo Bonucci. Lui si trova benissimo e fornisce prestazioni di altissimo livello, Le vittorie tornano a essere la normalità e la consuetudine, anche quando Conte decide di lasciare. Allegri mantiene l’impronta e continua a puntare tutto sul guerriero nativo di Pisa. Il resto è storia fin troppo recente, comprese la delusione delle due finali di Champions League.

Giorgio Chiellini però è in grado di farsi valere anche fuori dal campo. Lo dimostra la sua laurea in Economia e Commercio, ottenuta nel 2010 presso l’Università di Torino. La votazione? 109/110, con una tesina sui bilanci della società sportiva, con un occhio particolare e tanti riferimenti alla sua Juventus. Perché tutto ruota attorno ai colori bianconeri. Perché tutto ruota attorno all’essere un grande lottatore. Senza però mai mancare di correttezza.

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