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Jovic contro Volland: a Francoforte va in scena il festival del gol

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Jovic conro Volland in Eintracht-Bayer

Jovic contro Volland. E’ questo il leit motiv di Eintracht Francoforte-Bayer Lverkusen. Il ventenne serbo, esploso quest’anno sfida il ventiseienne tedesco in un match che si preannuncia scoppiettante. Eintracht e Bayer in questa stagione hanno invertito i ruoli. Gli uomini di Hutter stanno facendo un grande torneo, testimoniato dal quinto posto occupato. Quelli di Herrlich sono, invece, in difficoltà e non riescono a spiccare il volo.

Due investiture pesanti

Jovic e Volland hanno un percorso totalmente diverso. Luka era un predestinato già da piccolo quando era soprannominato il “piccolo Falcao“. La sua fame di gol, infatti, iniziò a vedersi da piccolissimo. Il 28 maggio 2014, a 16 anni, battè il record di più giovane marcatore della Stella Rossa. Aveva 16 anni e 5 mesi.

Anche Kevin ha avuto un’investitura pesante. A dargliela fu nientepocodimenoche Miroslav Klose, allorchè indicò lui e Mario Gotze come possibili suoi eredi nell’attacco della nazionale. Anche allora era il 2014. Volland, all’epoca ventiduenne, giocava nell’Hoffenheim e chiuse la stagione 2013-2014 con 11 reti in 33 presenze.

La differenza tra il serbo e il tedesco sta proprio nella predestinazione. Luka lo è un talento puro, Kevin si è formato grazie alla cultura del lavoro, pur avendo una buona tecnica di base. Il primo ha il gol nel sangue, il secondo ha affinato il killer instict con il passare del tempo e degli allenamenti, ma non è ancora letale.

Jovic contro Volland: tecnica e tattica

Luka Jovic è un centravanti puro. Come Falcao, però, non è statico. E’ un giocatore che unisce tecnica, velocità e fiuto del gol. Bravo a non dare punti di riferimento agli avversari, è capce di segnare da tutte le posizioni e in ogni modo. Inoltre, non disdegna anche l’assist per il compagno. I suoi margini di crescita sono ancora enormi, soprattutto a livello tattico. Qui deve migliorare, ma, per la sua età, ha anche un grande senso di sacrificio.

Kevin Vlland, invece, non è un attaccante puro. Nasce ala destra, posizione da cui gli è consentito accentrarsi per poi calciare con il mancino. Con il tempo si sposta prima trequartista e poi centravanti. A differenza di Jovic, però, in lui continua a prevalere più l’istinto del passaggio che la rabbia “animalesca” del goleador. E’, però, è dotato di una buona tecnica.

Domani i due attaccanti si ritroveranno di fronte: Jovic vorrà mantenere il suo periodo d’oro e portare più sopra in classifica l’Eintracht. Volland cercherà di tirare su il Bayer dalle secche  del centroclassifica. Non si sa chi avrà la meglio, ma, di certo, parleranno i gol.

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