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Tremate tremate, le Italiane son tornate

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mourinho spalletti

Com’era la storia della locomotiva azzurra che riparte? I segnali, i risultati, una semifinalista primaverile e una certa finalista a giugno, la Coppa Uefa da vincere più che da onorare. Cristiano Ronaldo che farà bene al nostro calcio. Rincorse, vendette, ritorni e altre velleità simili.

Quando vi diranno, di nuovo, che il calcio italiano è ripartito, ricordategli questa settimana. Ricordategli innanzitutto dell’Inter, bloccata in casa dal PSV fanalino di coda del suo girone, che fino a quel momento aveva racimolato un solo punto. Ricordategli di Luciano Spalletti, allenatore che è riuscito a steccare l’ennesima partita da dentro o fuori della sua carriera, con il suo solito colpo ad effetto in formazione. Se alla Roma era successo con Gerson schierato titolare allo Juventus Stadium, a San Siro, per la gara che doveva decidere la qualificazione dell’Inter agli ottavi, ha scelto Antonio Candreva interno di centrocampo. “Mi sembra che qualcuno abbia usato il piede di porco con le critiche – si difende il tecnico di Certaldo – Ma non lasciamo che certe cose interferiscano nel nostro lavoro. Anche perché poi le critiche arrivano da gente che è tifosa di altre squadre, perché anche tra i giornalisti ci sono tifosi di altre squadre”.

Magari della Roma, riuscita nell’impresa di perdere anche contro il Viktoria Plzen, mandando in fumo le possibilità di ripartenza dopo il suicidio di Cagliari ma soprattutto cancellando i 2.5 milioni di euro previsti in caso di vittoria. Erano qualificati gli uomini di Di Francesco ma la sconfitta fa sempre male. Così come quella di Berna, dove il Youg Boys ha steso la Juventus di CR7 e compagni con una doppietta di Hoarau.

“Accettiamo il risultato con la consapevolezza di aver fatto tutto il – ha detto invece Carlo Ancelotti – Non c’è rammarico, c’è dispiacere ma questa amarezza ce la portiamo in Europa League, che sarà comunque una competizione importante per noi”.

Il flop delle italiane è rappresentato tutto nella partita del Napoli, anzi nel tiro di Milik a tempo quasi scaduto, parato o sparato addosso ad Alisson. “Se sapevo che era così forte l’avrei pagato il doppio” scherzava Klopp in conferenza. Ma la differenza è tutta qui. Tra chi vende Alisson e Salah e chi si presenta alle partite europee con Zapata titolare. Chi prende Cavani e chi schiera Candreva.

E il gap nei confronti dell’Europa non è solo di campo. Ma anche di sostenitori. Guardate la Lazio, arrivata seconda nel suo girone dietro l’Eintracht Francoforte, e i suoi tifosi: 2 mila allo Stadio Olimpico contro 10 mila presenze tedesche.

Le sconfitte e le eliminazioni di questi giorni sono la polvere nascosta da tempo sotto il tappetto. C’ha pensato l’Europa a scoprirla.

SPORTS AGENCY SC24

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