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Il ‘fascino Juve’ alla Cena di Natale, aspettando la Champions

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La qualificazione è raggiunta. Ma gli imprevisti in Champions League sono dietro l’angolo: la Juve, comunque, in questo momento si sta legittimamente divertendo. Anche perché i primi obiettivi sono arrivati con una facilità mostruosa, sempre e comunque premendo l’acceleratore solo quando sembrava necessario. E’ questa, la vera Juve? La sensazione – paradossale, per certi versi – è che in campo vada fatto un ulteriore step. Passo dopo passo, i bianconeri sono pronti a dare il massimo quando conta. Ossia nell’altra parte di un’annata che pare destinata a grandissimi tragardi. A enormi progetti realizzati.

LA CENA – E alla cena di Natale i sorrisi si sprecano. C’è Khedira che guarda allo specchio il suo erede Can, rientrato da un brutto periodo e già gettato nella mischia. Nel tavolo accanto, il nome di Dybala brilla come lo sguardo della sua Oriana. Al suo fianco quel Cancelo che sta lentamente prendendo il trono di miglior terzino destro del mondo, quasi sulle orme dello stesso Dani Alves che aveva un po’ bistrattato la chance alla Juventus dall’alto del suo vincere e di una storia fuori dal comune. Anyway, il fascino non è mancato. E non manca neanche in campo: perché lì, in calzoncini o doppio petto, c’è Cristiano Ronaldo a farla da padrona. Con l’Inter si è fermato dopo 11 turni in cui marcava facilmente il tabellino, che fosse assist o gol: CR7 c’era e faceva sentire tutto il suo peso. La differenza, banalmente, la sta facendo tutta lui. E la continuità di un fenomeno è sempre stato segnale imprescindibile di vittoria.

CHAMPIONS – Intanto, lo Young Boys. E una vigilia che si fa d’attesa. Per portare a casa anche il primo posto nel girone, Allegri dovrà vincere a Berna, dove la sua squadra non ha solo i favori del pronostico, ma anche tutte le intenzioni di non fallire l’appuntamento. Poi, nuovamente: la roulette dei sorteggi e un cammino che lentamente si disegnerà per il più atteso dei verdetti. La sensazione, quest’anno, è che non dipenda più dagli accoppiamenti facili o difficili, da una sorte benevola o malvagia. Sembra infatti che tutto dipenda dalle mani e dai piedi dei bianconeri. Alla prova del nove, stavolta. Pardon: del sette. Ve l’avevamo detto, no, che è lui l’accentratore? Tra una portata e l’altra, Agnelli gliel’avrà fatto sicuramente capire. Ancora una volta.

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