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Annegret Kramp-Karrenbauer e l’eredità pesante della Merkel

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Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della CDU

Sarà Annegret Kramp-Karrenbauer a sostituire Angela Merkel alla guida della CDU, il principale partito tedesco. 56 anni, fino a poco tempo fa presidente del land del Saar, Karrenbauer è considerata l’erede naturale dell’attuale cancelliere, a tal punto da essere definita “La piccola Merkel” (soprannome che gradisce poco). Personaggio pragmatico, è attesa da un compito non facile. Da una parte, infatti, si prospetta un futuro ruolo da cancelliere, una volta che la Merkel avrà terminato il suo mandato; dall’altra, è chiamata ad arginare le falle di una CDU che in questa fase appare pericolosamente traballante.

Friedrich Merz, sconfitto al secondo turno dalla Karrenbauer

Friedrich Merz, sconfitto al secondo turno dalla Karrenbauer

CONTRO LA TENDENZA – La Karrenbauer ha vinto al secondo turno, con 517 voti sui 1001 delegati del Partito. Un esito non scontato nell’immediata vigilia, nonostante da tutti i commentatori fosse stata indicata da tempo come sostituita ideale della Merkel. A sparigliare le carte ci aveva pensato il grande avversario del cancelliere, Friedrich Merz che, pare su pressioni di Wolfgang Scheuble, aveva provato a far saltare il banco. Nei fatti, il Partito è uscito spaccato dalla consultazioni. Merz rappresentava l’ala più conservatrice, con cui una parte della CDU pensava di poter ostacolare l’avanzata di AfD, la formazione di estrema destra che ad ogni elezione fa avvertire la propria inesorabile avanzata. Con un elettorato che guarda sempre più a destra, la risposta dei delegati è stata quella di affidarsi ad una leadership moderata, in continuità con gli ultimi anni.

LE POSIZIONI – Considerata non particolarmente carismatica ma molto pragmatica, Annegret Karrenbauer condivide sostanzialmente le linee guida della Merkel, dall’immigrazione all’Europa passando per il mercato del lavoro. Nella Saar, dopo aver sperimentato per un periodo la cosiddetta “Coalizione Giamaica” con Verdi e Liberali, ha governato con l’SPD così come avviene a livello nazionale. Sarà interessante valutare l’impatto che avrà l’elezione di Karrenbauer sui vischiosi rapporti con la CSU, alleato bavarese della CDU che nell’ultimo periodo ha conosciuto delle turbolenze proprio sul tema dell’immigrazione, laddove i Cristiano-Sociali sono su posizioni più conservatrici rispetto ai Cristiano-Democratici. In tal senso, la vittoria di Merz avrebbe senza dubbio contribuito a raffreddare le tensioni.

I COMPITI DELLA FASE – Alle questioni legate al Partito si aggiungono i problemi del paese. Giudicata a torta “La locomotiva d’Europa”, in realtà la Germania ha assunto il ruolo di leader continentale grazie alla moderazione salariale, intrapresa ad inizio degli anni 2000, che ha affossato la domanda interna e costretto l’intero settore industriale e vivere sulle esportazioni. Ciò da un lato condanna il paese ad una strenua difesa della moneta unica, la fine della quale equivarrebbe ad uno scacco matto senza precedenti, dall’altro ha creato uno stato di perenne agitazione che ha trovato sfogo nella crescita di AfD, ormai omogenea da Ovest ad Est (dove è solo parzialmente ostacolata dalla formazione di sinistra radicale Linke). Tensioni che la Merkel, in questa ultima fase, ha dimostrato di non saper affrontare in maniera adeguata.

A queste contraddizioni, la Karrenbauer sarà chiamata a dare una risposta che miri a salvare capra e cavoli. Un’eredità pesantissima che la Merkel, ne siamo certi, le lascerà volentieri.

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