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Cosa c’è dietro gli infortuni in casa Roma?

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Circa 20 stop muscolari da inizio preparazione. Dai problemi al ginocchio alle infiammazioni, dal bicipite femorale, passando per polpacci e l’immancabile crociato. Il record è di Daniele De Rossi, rimasto ai box per 10 partite, seguito da Lorenzo Pellegrini, a quota 9, fino ad arrivare ad Ante Coric, che non ha avuto neanche il tempo di esordire (in Champions League, contro il Real Madrid) per ritrovarsi subito in infermeria.

Sono questi i numeri della tragedia infortuni in casa Roma. Dati che fanno imprecare i tifosi e pregare l’allenatore, Eusebio Di Francesco. “Sono passato al Divino Amore prima di venire in conferenza – ha detto il tecnico dei giallorossi – perché anche Manolas ha subito un colpo nella partitella e il suo utilizzo nella gara di domani ad oggi è al 50% delle probabilità. Gli si è gonfiata la gamba, abbiamo la speranza che recuperi in tempi brevi“. Nuovo infortunio, nuova assenza di un cardine della squadra. Olsen si era fermato prima della partita contro l’Udinese, Kolarov ha avuto una microfrattura al piede, Dzeko rientrerà a Natale, El Shaarawy si spera prima. Una vera e propria ecatombe, che costringerà Di Francesco a varare, di nuovo, la linea verde in attacco con Kluivert-Zaniolo-Under dietro all’unica punta Patrick Schick.

C’è senza dubbio la fretta e la voglia di accelerare i tempi dietro a molti infortuni, come quello di Lorenzo Pellegrini che per stessa ammissione del tecnico aveva forzato i ritmi per provare ad esserci. Ma i numeri sono inquietanti, soprattutto quelli relativi al crociato. Praticamente tutti i terzini passati per Trigoria hanno subito la sua rottura: da Luca Pellegrini a Rudiger, da Mario Rui a Florenzi, ben due volte, e per ultimo al giovane classe 2000 Devid Bouah, che stava impressionando con la Primavera.

Cosa c’è allora che non va? I carichi di lavoro sono eccessivi? I campi di Trigoria inadatti? Si erano scelti Norman e Lippie come preparatori, salvo poi cacciarli per gli stessi problemi. Ora Di Francesco ha solo suoi uomini, nella fattispecie Maurizio Fanchini, con un passato nell’Italia, all’Inter e al Sassuolo. Sul web è disponbile una sua lezione, dal titolo “Associazione e predizione tra carico di allenamento e infortuni nel calcio“, utile a chiarire la sua posizione. Quando il carico è troppo elevato, dice il preparatore, il risultato non è proporzionato e si raggiungono peggiori performance. Ma il fatto interessante è sono a rischio infortunio sia i calciatori che si allenano troppo, forzando eccessivamente il fisico, che quelli che si allenano poco.

Che il problema allora sia proprio questo? Come si allenano, infatti, i giocatori giallorossi? Due dichiarazioni possono esserci d’aiuto. Quella di Allegri, che disse, riferendosi agli allenamenti di Pjanic, “deve capire di essere arrivato alla Juventus e di non essere più alla Roma”. E quella di Zeman: “A Roma non vogliono allenarsi”. Che sia qui il problema dei giallorossi? La risposta la darà il campo. O l’allenatore, se ha coraggio.

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