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294 giorni dopo, il ritorno del rigore a Roma

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In porta c’era Alisson, a centrocampo la coppia titolare era Gerson e Kevin Strootman, con Radja Nainggolan infortunato, in panchina insieme a Skorupski c’era Caprodossi, Bogdan Lobont era ancora un calciatore. Il Benevento era ancora una squadra di Serie A e quella sera, allo Stadio Olimpico, subì ben 5 reti. L’ultima, segnata al 92esimo, portava la firma di Gregoire Defrel, un altro che ha salutato Trigoria e ora fa parte degli annali, delle statistiche e degli almanacchi. Era domenica 11 febbraio. Una data storica.

Sì, perchè nove mesi fa, quasi trecento giorni indietro, fu concesso l’ultimo rigore alla Roma. Da Benevento all’Inter, da Febbraio a Novembre. Un’attesa che poteva tranquillamente essere alleggerita di qualche minuto se Rocchi avesse concesso l’ormai celebre tiro dagli undici metri per il fallo di D’Ambrosio su Zaniolo. Poi la svolta, intorno al 70esimo, quando la Var, che prima era rimasta in silenzio, ha riparato all’ennesimo errore del direttore di gara. Mano di Brozovic, gol di Kolarov. 294 giorni dopo.

E ha fatto bene la Roma, nella persona di Francesco Totti, ad alzare la voce davanti alle telecamere: “C’è poco da ridere. Ci chiediamo come il VAR non riesca a vedere un fallo del genere. È una vergogna. Che ci stanno a fare?! Perché non intervengono loro pubblicamente a dare una spiegazione? Rocchi poi ha fischiato pure fallo a sfavore, Fabbri in cabina stava vedendo evidentemente un’altra partita. È impossibile andare avanti così. Non stiamo cercando alibi questo episodio ha cambiato la partita.”

C’è poco da ridere, ha detto la bandiera della Roma, ma 24 ore dopo il disastro dell’Olimpico, Gianluca Rocchi è stato nominato miglior arbitro al Gran Galà del Calcio, salvo poi essere sbattuto fuori dalle designazioni per il 15esimo turno di Serie A, insieme al collega Michael Fabbri. “Non ho molto da dire, si tratta di un errore inconcepibile – aveva detto Marcello Nicchi, presidente dell’AIA – Sarà il designatore a prendere i dovuti provvedimenti. Ora però voltiamo pagina e torniamo a parlare di calcio“.

Il calcio, il campionato. Quello che domani, in perfetto orario aperitivo, vede in programma Cagliari Roma. I sardi sono privi della loro stella Barella, ma pronti a scatenare Joao Pedro e Pavoletti, coppia che ha segnato l’80% dei gol cagliaritani. Eusebio Di Francesco invece è alle prese con le solite defezioni. Lorenzo Pellegrini aveva iniziato l’allenamento con il gruppo ma si è dovuto rifermare, De Rossi non rientrerà prima di Natale, Dzeko cercherà l’impresa di recuperare per la Juventus, Perotti e Pastore, rientrati con l’Inter, sembrano lontani anni luce dalla loro condizione migliore.

Ma anche a Cagliari sono sul piede di guerra per quanto riguarda la Var. “La tecnologia mi soddisfa, è una grande idea – ha detto il presidente Giulini – chiaro che qualcosa va messa a posto. Va migliorata. Anche noi a Frosinone siamo stati un po’ penalizzati” Dopo 11 minuti del primo tempo, infatti,  c’è stato un episodio dubbio su Joao Pedro che avrebbe meritato di essere rivisto e così non è stato. E se le grandi squadre si lamentano e alzano la voce, anche il Cagliari in certi casi meriterebbe un utilizzo della tecnologia più giusto. “Sabato affrontiamo la Roma che ha polemizzato molto per l’intervento su Zaniolo. Io credo che quel fallo e l’episodio di Joao Pedro a Frosinone meritassero attenzione e siano clamorosi“.

Derby dei rimpianti e degli errori sabato sera. Con gli occhi puntati sul monitor a bordo campo.

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