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Tennis con le rughe: gioventù bruciata da bimbi over 30

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Roger Federer

Quando Roger Federer batté Sampras nel giardino di casa di Wimbledon, in quello che anni dopo sarebbe stato rivisto come il più classico dei passaggi di testimone, il tennis viveva uno dei periodi più difficili dell’era moderna. un solo uomo al comando, ma per quanto mostrava eleganza e classe riusciva quasi a compensare il deserto che lo circondava, tenendo salva la reputazione e l’interesse dello sport della racchetta in tutto il mondo.

Di lì a poco però, arrivo un mancino di Maiorca, che avrebbe dato luogo alla più grande rivalità tennistica di tutti i tempi, una delle più accese e interessanti che lo sporto abbia mai visto. Insieme dettero luogo al Fedal, quasi 40 sfide capaci di ripetersi nel tempo, per quasi tre lustri, fino ad una incredibile finale over 30 in Australia, nel gennaio 2017. Un remake d’amore e passione, che decretava però il nulla cosmico dietro di loro. Perché se dopo oltre un decennio c’erano ancora Federer e Nadal a contendersi un titolo dello Slam, vuol dire che qualcosa non funziona.

Dove sono i giovani? Qualcuno risponderà che le Atp Finals le ha vinte un classe 97 tedesco, che però non è mai saputo arrivare oltre gli ottavi di uno Slam, laddove i nervi si fanno tesi e la pressione ti schiaccia. Eppure in top ten qualche scorcio di new generetion lo si trova, ma ancora una volta nei Major sono assenti, come l’altro giovinotto austriaco classe ’93, quel Thiem incapace di affermarsi nei quattro grandi appuntamenti annuali.

Nella rivalità fra Svizzera e Spagna hanno saputo infilarsi i vari Murray, Wawrinka, Del Potro e per ultimo Cilic: ma quando il croato ha compiuto 30 anni pochi mesi fa, ecco che la triste verità è stata definitivamente svelata. Ovvero, da questo giorni, nessun giocatore sotto i 30 anni ha mai vinto uno Slam: segno di un buco generazionale a dir poco preoccupante.

Solo Djokovic è riuscito ad interrompere l’egemonia di Rafa e Roger, anche lui vola per i 32 e sembra che quell’aura di imbattibilità avuta fra il 2011 e il 2015 sia tornata, magicamente, nonostante il lungo stop per infortunio e le tante primavere. Così, come fosse niente, senza che alcuno sappia porgli il bastone fra le ruote. Non sono infiniti, tanto meno immortali, arriverà il loro momento e che futuro avrà il tennis?

Zverev, Thiem, Tsitsipas, Shapovalov e quel matto di Kyrgios: i fan sperano in loro, sebbene alla stessa età dei citati i fab four già vincevano o giocavano atti finali degli Slam. Troppo forti questi ultimi, o non all’altezza i giovincelli? La risposta, si teme, sia la prima.

Con buona pace di tv e botteghini.

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