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Luc Castaignos, il nuovo Henry che doveva far dimenticare Arnautovic

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Luc Castaignos, meteora dell'Inter

Apparso al tramonto di un febbraio (2011) carico di speranze, tramontato sul crinale di un febbraio (2012) carico di delusione. La parabola di Luc Castaignos è individuabile in questi due momenti ben precisi del suo sfortunato percorso nerazzurro, che ne ha segnato la carriera ben al di là del fallimento specifico. Un destino amaro per uno che doveva essere il nuovo Henry, e che invece ha finito per diventare il nuovo Arnautovic.

NEL MEZZO DELLA TEMPESTA – Era un’Inter in piena ricostruzione quella in cui sbarcò il talentuoso classe ’92 proveniente dal Feyenoord. L’anno post-Triplete si stava rivelando complicato, prodromico del buco nero in cui i Nerazzurri si sarebbero cacciati negli anni a venire. Di tutto questo, Luc Castaignos era pressoché inconsapevole quando sbarcò a Malpensa nel febbraio del 2011. Visite mediche di rito, poi ritorno in Olanda a terminare la stagione con il suo Feyenoord (d’altronde, in quella sessione l’Inter aveva già fatto indigestione di campioni, si fa per dire, come smacco nei confronti dell’ormai ex allenatore Benitez). Frasi ancora più di rito, utili a caratterizzare il personaggio. Pare somigli ad Henry, ma si ispira pure ad una sequela di attaccanti, casualmente tutti in forza all’Inter. Fa un po’ di tutto, prima punta, ala, trequartista. Insomma, le carte in regola per diventare il simbolo del nuovo corso dalle parti della Pinetina sembrano esserci.

Luc Castaignos segna al Siena la sua unica rete in maglia nerazzurra

Luc Castaignos segna al Siena la sua unica rete in maglia nerazzurra

ANNUS HORRIBILIS – D’altronde, in Eredivisie Castaignos aveva messo in luce le sue ottime qualità. Nel primo anno da professionista, in 34 presenze con la maglia del Feyenoord aveva timbrato il cartellino in 15 occasioni. Una media niente male per un neo maggiorenne. Branca, fiuto per gli affari come pochi (???), se lo aggiudica per una cifra bassissima, 1,5 milioni. Peccato che di Henry Castaignos non avesse nemmeno la carnagione. Dell’annata orribile, per lui e per l’Inter, si ricordano fondamentalmente due cose. Il gol al Siena, una puntatina che diventa, per i tifosi dal palato fine, un colpo da biliardo, e lo sputo ad Andrea Raggi, che gli costa una squalifica di tre giornate; l’Inter lo punisce mandandolo in Primavera, lui si rompe il crociato e la stagione finisce lì. 8 partite tra campionato e coppe, 1 gol. In Estate torna in Olanda.

IL NUOVO ARNAUTOVIC – Arrivato in Nerazzurro per far dimenticare le gesta di Marko Arnautovic, Castaignos ne ha sostanzialmente ripercorso le tappe. Almeno in Italia, perché poi il buon Marko la sua carriera dignitosa se l’è costruita. Al contrario di Luc, che al Twente è tornato a segnare con una certa continuità (42 gol in 3 anni tenendo conto di tutte le competizioni), ma che poi è riuscito a finire di nuovo nell’anonimato. Impalpabile all’Eintracht Francoforte, addirittura un peso morto allo Sporting Lisbona. Nemmeno il ritorno in Olanda, stavolta al Vitesse, ha saputo rivitalizzare una carriera ormai in discesa.

Attualmente in forza allo Sporting, Castaignos sta continuando il suo percorso nell’anonimato, avendo totalizzato fin qui solo 29 minuti in campionato. I numeri di Henry ce li ricordavamo diversi.

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