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Millennium bug, la Germania e il fantasma del 2000

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La Germania e i fantasmi del 2000

Momento difficile per il calcio tedesco, almeno a livello di Nazionale. La vittoria di venerdì dell’Olanda ai danni della Francia, oltre ad aver riaperto i giochi per quanto riguarda il primo posto nel Gruppo 1 della Nations League, ha determinato la contemporanea retrocessione della Germania, prima vittima illustre della formula, invero alquanto manichea, della nuova competizione UEFA. Una delusione che si va a sommare alla debacle mondiale, figlia di un periodo di transizione che ricorda molto quanto avvenne a cavallo del millennio.

FANTASMI DEL PASSATO – La squadra che Erich Ribbeck portò in Belgio e Olanda era un mix di vecchie glorie e qualche elemento non giovanissimo ma con prospettive interessanti di fronte (poi, tranne nei casi di Ballack e in parte Deisler, non particolarmente confermate). All’esordio contro la Romania, 6/11 della formazione iniziale avevano almeno 30 anni, con il picco rappresentato dal grande Lothar Matthaus, giunto alle soglie dei 40. La Germania, campione in carica, veniva da un discreto Mondiale di Francia ’98, giocato non brillantemente e concluso ai quarti di finale sotto la mannaia della formidabile Croazia, e si apprestava a sperimentare quella fase di ricostruzione faticosa (non inganni la finale conquistata in Corea e Giappone nel 2002, più casuale che meritata) che l’avrebbe portata a dominare la scena per almeno un decennio. Le cose, nella campagna del Benelux, andarono malino.

Erich Ribbeck, l'uomo che ha guidato la Germania in uno dei momenti più difficili della sua storia

Erich Ribbeck, l’uomo che ha guidato la Germania in uno dei momenti più difficili della sua storia

FUORI SUBITO –  Certo, la sorte non fu particolarmente benevola. Il girone eliminatorio oppose alla Germania la sorpresa Romania, e le due big Portogallo e Inghilterra. All’esordio, gli uomini di Ribbeck non andarono oltre l’1-1 contro Hagi e compagni; Scholl rispose al gol in apertura di Moldovan, poi nella ripresa il palo fermò Bierhoff. Nel secondo match, già da dentro o fuori contro l’Inghilterra (eliminata insieme ai tedeschi), è Alan Sherear a far pendere l’ago della bilancia in favore dei suoi, nonostante una buona gara giocata da parte della Germania. Il tracollo giunge però nel terzo incontro, dove il coraggio di Ribbeck (dentro sia Ballack che Deisler) non viene premiato, e la tripletta di Sergio Conceicao condanna la Germania a salutare la competizione prima del previsto.

ANALOGIE E DIFFERENZE – Trascorsi 18 anni dai quegli eventi nefasti, dopo un mondiale finito malissimo e la retrocessione nella Lega B di Nations League sembra che la Germania sia attesa da un’altra fase di ricostruzione. Rispetto però al Millennium bug, dove i più giovani erano proprio Ballack e Deisler, rispettivamente 24 e 20 anni, la rosa di Joachim Loew è composta da giovanissimi, quasi tutti talenti che hanno già fatto vedere di che pasta sono fatti. Il Ct ha imparato presto dall’errore commesso in Estate, quando ha puntato troppo su una squadra stanca e poco affamata. Le sconfitte di questa nuova generazione sono un prezzo inevitabile, ma sospettiamo breve, prima del ritorno in grande stile. In questo, i tedeschi sono maestri.

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