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Lazio, bicchiere mezzo pieno.. o mezzo vuoto

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Simone Inzaghi Lazio

Un’ennesima sconfitta contro una big che fa riflettere e non poco. Nella serata di lunedì, dopo una giornata segnata dal maltempo, la Lazio è stata sconfitta dall’Inter. Uno 0-3 che non ammette alcun tipo di replica e che ha dato il via alle solite discussioni. Eppure, dopo dieci partite, c’è una domanda che rimbomba nella testa di molti: il bicchiere dei biancocelesti è mezzo pieno o mezzo vuoto?

MEZZO PIENO… – Su 10 partite la squadra di Simone Inzaghi ne ha vinto ben sei. 18 punti che valgono al momento il quarto posto in classifica, proprio l’ultimo che porta dritti in Champions League. Insomma, al momento la Lazio è in piena corsa per l’obiettivo stagionale e ha ottenuto successi importanti, come quelli di Udine e di Parma. Lulic e compagni non hanno messo in mostra quel gioco brillante che li ha caratterizzati nella scorsa stagione, ma si sono dimostrati solidi, cinici e pratici. Insomma, gli amanti del bel calcio avranno storto il naso, ma forse il pragmatismo è proprio ciò che è mancato lo scorso anno.

…MEZZO VUOTO – Quattro big match e quattro sconfitte: basterebbe anche solo questo dato per far capire che qualcosa nei capitolini non funziona quando sale il livello dell’avversario. Il tutto diventa ancora più preoccupante se si analizzano i numeri da quando Inzaghi siede sulla panchina dei biancocelesti: 18 sconfitte in 26 scontri diretti. Sono soltanto quattro le vittorie. A non convincere è in primis l’atteggiamento forse un po’ troppo spavaldo. A volte infatti non sempre occorre affrontare il match giocando a viso aperto. La Lazio ha le caratteristiche per giocare di rimessa e l’ha dimostrato anche a Marsiglia. A finire sul banco degli imputati è però anche un modulo che non sembra più funzionare alla perfezione. E questo probabilmente perché stanno mancando coloro che la passata stagione dirigevano l’orchestra assieme a Immobile: Luis Alberto e Milinkovic. Recuperare lo spagnolo il serbo è a dir poco fondamentale, ma potrebbe esserlo anche studiare soluzioni alternative. A Inzaghi l’arduo compito.

I CONTI CON LA REALTÀ –Il livello si è alzato. Abbiamo contro delle super corazzate che si sono rinforzate tantissimo. Starà a me tirare fuori il massimo dai miei giocatori“: queste le parole pronunciate dall’allenatore dei capitolini nella prima conferenza stampa della stagione, che ha preceduto la sfida con il Napoli. Forse la verità è tutta in queste parole. La Lazio deve lottare con delle dirette concorrenti che, quantomeno sulla carta, sono superiori per livello della rosa, capacità economica e possibilità di investire. Insomma, centrare il quarto posto corrisponde a un’autentica impresa, quella che la scorsa stagione è sfumata all’ultimo respiro. Per realizzarla tutto deve andare alla perfezione, come in una sorta di domino dove le tessere si incastrano l’una con l’altra. Forse prima di parlare di moduli, dei singoli  e di bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno occorre fare i conti con la realtà e con la propria dimensione. Perché l’ammissione dei propri limiti è la prima tessera del domino. Per le altre servono umiltà e coraggio. E se fosse proprio questo il massimo di cui parlava Inzaghi? Lo si scoprirà solo vivendo. Anzi, lo si scoprirà solo al prossimo big match.

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