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La Lazio sarà ancora Cenerentola?

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Non è un segreto: la Lazio di Simone Inzaghi ha raccolto applausi a scena aperta nelle ultime due stagioni. I biancocelesti hanno convinto tutti, confermandosi per due stagioni di fila e raccogliendo i pareri favorevoli della critica. Bel gioco, efficienza, cinismo, punti su punti raccolti ed anche un buon cammino in Europa, interrottosi ai quarti di Europa League nello scorso anno, contro il modesto Salisburgo. La nuova stagione si è aperta con due sconfitte, contro le prime due della classe: contro Napoli e Juve i biancocelesti hanno dovuto alzare la cosiddetta bandiera bianca. Poi, la telefonata tra Lotito e Inzaghi, diffusa sul web nelle scorse settimane, ha fatto il resto. Una domanda è lecita: la Lazio sarà ancora Cenerentola o è pronta per diventare una principessa fatta e finita? Di seguito, cinque dubbi sul cammino dei biancocelesti.

LOTITO-INZAGHI, L’INIZIO DELLA FINE? – Sono più di dieci anni che Simone Inzaghi lavora a fianco di Claudio Lotito, vulcanico presidente dalla gaffe facile, non di certo un caratterino calmo e pacato anzi, tutt’altro. Prima da calciatore, poi da allenatore nei vari campionati fino ad arrivare alla Primavera per poi prendere il comando della prima squadra, per puro caso, grazie al rifiuto di Bielsa. Era destinato alla Salernitana, Inzaghi, ed invece è rimasto a Roma mettendosi in mostra e facendosi apprezzare: su di lui gli occhi di Juve, Napoli, Milan, sono stati sicuramente più di una lusinga. Non ci credeva nessuno, ora ci credono tutti. Ma il rapporto con Lotito rimarrà solido? La telefonata prima citata ha fatto rumore, la sensazione è che confronti, o scontri su posizioni diverse, non manchino. Un campionato al di sotto delle aspettative potrebbe incrinare definitivamente la storia tra i due…

LA CONCORRENZA – La Lazio ha svolto il solito mercato oculato ed attento, senza eccessivi sollazzi e confermando grossomodo la rosa a disposizione di mister Inzaghi. Serviva qualcosa in più? La risposta è sì. Nell’anno in cui l’Inter, la squadra che ha beffato al fotofinish i biancocelesti nella scorsa stagione, si rinforza aumentando il gap, nell’anno in cui il Milan, la principale concorrente per un posto più in alto, si rinforza, nell’anno in cui anche la Fiorentina dà linfa nuova al suo progetto, senza considerare le sempre distanti Juve e Napoli, la sensazione è che occorreva fare qualcosa di più. Pur sempre vero che i biancocelesti hanno saputo stupire anche senza nomi altisonanti, ma stavolta il gap si è alzato. E pure l’asticella. Gli incitamenti di Inzaghi in questo senso sono stati un chiaro segnale.

I POSTUMI DELLA SCORSA STAGIONE – La sensazione in casa Lazio è che gli scivoloni della scorsa stagione sono stati un primissimo, inavvertito campanello d’allarme: segno che forse occorreva cambiare qualcosa. Il Salisburgo, sulla Lazio, è stata una mazzata pesante. Una semifinale europea sfuggita per un nonnulla, per pochi minuti, per un clamoroso crollo psico-fisico, deve aver in qualche modo pesato. Ma ancor di più la beffa-Champions è stato forse il vero macigno sulle spalle dei biancocelesti: perdere, all’ultimo secondo, l’accesso ad una Champions grossomodo meritata dall’inizio alla fine, contro l’Inter che tanto aveva faticato nella seconda parte di campionato, è stato un boccone amaro. Uno scotto che brucia e che rischia, da boomerang, di rivoltarsi anche su questo nuovo campionato che sarà, e ancora non è. Il calcio d’agosto dà spazio ad analisi che, forse, tra qualche mese, non varranno più.

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