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La Vecchia Signora che non invecchia mai

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I dieci motivi per cui la Juve ha sconfitto il Napoli

La Serie A è ricominciata ed ha cominciato ad esprimere i suoi primi verdetti, in barba a tutte quelle griglie che, tra luglio ed agosto, non valgono nulla.

La Juventus di Cristiano Ronaldo è ritornata a fare quel che meglio sa fare: vincere. Che poi, fondamentalmente, è l’unica cosa che conta, dicono dalle parti della Continassa. Un monito che vale sempre, doppiamente poi per chi indossa la maglia bianconera per la prima volta. Al di là di trofei vinti e riconoscimenti individuali, la maglia della Vecchia Signora è un fardello per chiunque. Per tutti gli altri, invece, una sentenza. Due partite sono bastate per far vedere un lieve cambiamento che gli uomini di Max Allegri stanno lentamente mostrando ai rivali. 

LA NUOVA JUVE – Il mercato ha arricchito una rosa già ricca: l’arrivo di un portiere come Perin è solo l’ultimo tassello di una sessione di acquisti che ha dello straordinario: Cancelo è l’esterno che mancava al reparto difensivo, di nuovo comandato da Leonardo Bonucci, dopo appena un anno di “esilio” volontario. A centrocampo il colpo a parametro zero Emre Can eguaglia e supera tutte le operazioni di medesima fattura concluse dal duo Paratici-Marotta negli anni scorsi (Pirlo e Pogba ne sono prova ed esempio evidente). In avanti poi il nome di Cristiano Ronaldo si commenta da solo. Questo è bastato per ridare ai bianconeri lo scettro di favoriti, se vi fossero dubbi, per la vittoria finale. Qualcosa di incredibilmente epico, sarebbe, lo scudetto numero otto. Icone, leggende, storia: non esisterebbero né più parole né termini di paragoni. L’elemento subito visibile è stata la forza di una Juve che, nonostante lo svantaggio col Chievo, ha dimostrato subito di saper esprimere l’idea di dominanza, anche a livello di gioco che, in queste ultime due partite, è stato meno pratico e più bello, fluido, scorrevole, ragionato. Allegri, insomma, sfrutta le doti dei calciatori che ha a disposizione. Utilizzandoli tutti e, in qualche caso, con delle varianti tattiche per niente male: Bernardeschi esterno alto ma all’occorrenza mezzala, ruolo che sta dimostrando di interpretare a meraviglia; Dybala a tutto campo, Mandzukic e Ronaldo capaci di alternarsi vicendevolmente, ora a sinistra, larghi, ora al centro, da punte vere.

ANCORA VITTORIE ALL’ORIZZONTE – L’obiettivo dichiarato della Juve è la Champions League, una competizione in cui la forza non basta da sola. Servirà altro anche, per vincerla. Ma la sensazione che ha lasciato la Juve, in queste prime battute d’agosto, nonostante il calcio estivo tale resta, è che questo possa essere l’anno buono per il trionfo tanto sognato. Programmazione societaria e piani seguiti anno dopo anno, con un lento e progressivo miglioramento, hanno portato la Juve, sostanzialmente, sullo stesso piano dell’elite del calcio europeo, alla pari di Real Madrid, Bayern Monaco, Barcellona e chi più ne ha più ne metta. In Italia, d’altro canto, i bianconeri dovranno pur sempre fare i conti con un campionato insidioso, contro ogni squadra. Seppur senza rivali, la più grande rivale di questa Juve può essere la Juve stessa. Ma la grande mentalità che per tradizione accompagna la Signora da questo punto di vista è garanzia di successo. Saranno otto mesi lunghi a Vinovo, con un’altra storia da scrivere. Vincente. Perché si sa: è quella l’unica cosa che conta.

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