Connect with us

Buzz

Tutta colpa di Spalletti

Pubblicato

|

È davvero Spalletti l’uomo giusto per trasformare l’Inter in una delle antagoniste della Juve? È questo l’interrogativo che milioni di tifosi nerazzurri si sono posti nella passata stagione e si stanno ponendo in questo difficile primo scorcio di campionato. Un punto su sei disponibili contro Sassuolo e Torino è un bottino magro per una squadra dall’altissimo potenziale, briciole per una rosa che si presentava ai blocchi di partenza come l’anti-Juve.

Non ho visto l’esordio in campionato contro il Sassuolo, ma novanta minuti mi sono bastati per capire che l’origine dei problemi dell’Inter si annida nella gestione tecnica. In primis, la preparazione atletica attuale è ridicola per una squadra che si approccia ad un campionato professionistico. Il secondo tempo contro il Torino ha visto in campo undici bradipi, che sono state surclassati dalla fisicità dei granata, non pervenuti durante la prima frazione di gioco per una predisposizione eccessivamente difensiva del buon Mazzarri.

Secondo punto, l’approccio psicologico. Saper gestire le forze è una delle basi che l’allenatore e i suoi collaboratori dovrebbero inculcare ai giocatori, approccio completamente dimenticato dall’undici titolare che ha consumato le batterie nella prima frazione di gioco. Uno staff tecnico strapagato dovrebbe avere dei mental coach di primissimo livello, professionisti capaci di migliore l’attitudine psicofisica di tutti gli elementi della rosa. Da otto anni l’Inter è carente in questo aspetto, da otto anni ogni stagione è un calvario.

Ultimo punto, la capacità di modificare la squadra a partita in corso. Spalletti, anche questa volta, si è superato nel non sapere leggere la partita. Il Torino surclassava l’Inter recuperando con la complicità di Handanovic il doppio svantaggio, lui continuava a fare il solito teatrino di smorfie senza modificare l’aspetto tattico e lasciando in campo giocatori esausti, in sofferenza netta nella parte nevralgica del campo. Lasciando perdere il cambio forzato di Asamoah con Dalbert (giocatore di Serie D) e l’entrata di un buon Keita, l’ingresso di Lautaro Martinez al 91′ è un’offesa alla nostra intelligenza calcistica.

Se queste sono le premesse, la stagione 2018-2019 potrebbe essere una delle peggiori dell’era post Triplete. Non voglio essere catastrofico, ma una partenza così avvilente non la vedevo da tempo. Allenatore e giocatori spenti e completamente svuotati dopo nemmeno 180 minuti, un actitude inaccettabile per il sold out di San Siro e per la fiducia cieca che milioni di tifosi ripongono sul Biscione ogni anno.

MEDIA PARTNER

Pubblicità

Trending