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Calciomercato e mondiali, storie di Top e Flop

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Calciomercato e mondiali, storie di Top e Flop

È risaputo che i Mondiali rappresentino una vetrina importante per gran parte dei calciatori schierati dalle nazionali. Poco importa se il team riesce ad andare avanti: qualora un giocatore abbia messo in mostra buone caratteristiche, le sue performance mondiali sono in grado di infiammare il calciomercato.

Non è infatti un mistero che gran parte delle contrattazioni negli anni dei Mondiali, siano state concluse al termine della Coppa del Mondo. Il 67% dei trasferimenti più costosi avvenuti negli anni degli ultimi 3 Mondiali sono stati conclusi quando ormai la competizione aveva proclamato i nuovi campioni del mondo, anche se, dal 2006 ad oggi, la maggior parte degli acquisti hanno riguardato una Premier League sempre più predominante.

Quest’anno, il calciomercato sarà ancor più bollente, visto che pezzi pregiati come Cristiano Ronaldo e Neymar potrebbero avere le valigie pronte e potrebbero cambiare maglia proprio al termine della kermesse in Russia, magari dopo aver segnato reti decisive. Il Mondiale è un’occasione d’oro per mettersi in mostra, ma gli acquisti fatti non sempre mantengono le loro promesse. C’è chi si è presentato al mondiale da “disoccupato”, come il gallese Will Grigg e che dopo il Brasile ha trovato squadra, chi ha trascinato una cenerentola, come il portiere del Costarica Keylor Navas, e pochi mesi più tardi si è ritrovato a difendere i pali del Real Madrid e a collezionare Champions League. C’è anche chi ha incantato ma poi ha smarrito l’ispirazione, come il potenziale craque James Rodriguez o il portoghese Joao Mario.

Il Mondiale da, dunque, ma riesce anche a togliere.

Come accadeva in Italia negli anni ’80, quando la Serie A rappresentava l’ambizione massima per un calciatore e nella massima serie già militavano campioni come Maradona, Platini e Zico. Dopo il Mondiale del 1982 che vide trionfare proprio gli azzurri, arrivarono semi-sconosciuti come Genonimo Barbadillo, Julio Cesar Uribe e Waldemar Victorino, ma se il primo contribuì in maniera decisiva alla festa salvezza dell’Avellino, gli altri due non lasciarono il segno in una stagione in cui il Cagliari tornò mestamente in serie B. Lo stesso Platini arrivò alla Juventus al termine di un Mondiale, così come Zibi Boniek, perno della Polonia.

Il Mondiale è stato speso un trampolino di lancio anche per gli azzurri, come è successo al giovane Nando De Napoli nel 1986 o a Roberto Baggio dopo Italia ’90. Discorso a parte meritano, ovviamente, i Campioni del Mondo del 2006, che da quel trionfo registrarono un’importante accelerazione alle rispettive carriere. L’ultimo mondiale ha portato in Serie A due difensori del calibro di Manolas e De Vrij, lo stesso è accaduto ad Aldair nel 1990 e all’indimenticato Marcelo Salas nel 1998.

Da grandi campioni a delusioni più o meno importanti.

Non certo memorabili furono gli arrivi in Italia dei vari Mario Santos, Rigobert Song e Jorg Heinrich, ma uno degli acquisti più deludenti in assoluto fu quello del vice-campione del mondo Carsten Jancker, che durante la sua esperienza all’Udinese non ha fornito neppure una prova all’altezza della sua fama e dei 2,5 milioni di euro spesi dalla famiglia Pozzo. E dal Friuli è passato anche un altro tedesco, decisamente più prolifico, che lasciò il bianconero dopo il mondiale di Francia 1998: si tratta di Oliver Bierhoff, indimenticato attaccante da oltre 200 reti in carriera. I Mondiali hanno sempre regalato grandi colpi di mercato e altrettante delusioni: è tanta la curiosità per capire se la rassegna russa sarà teatro di top player o anticamera per grandi flop.

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