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Odissea Roma: lo stadio della discordia

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James Pallotta, presidente della Roma

Sembrava cosa fatta, almeno stando a quanto la sindaca Raggi aveva lasciato intendere tramite social network, nonostante le 31 osservazioni pervenute in merito alla maxi variante al Prg che avrebbe garantito la costruzione dello stadio della Roma, il cui iter è iniziato ormai 6 anni fa. Ed invece, è esplosa la bomba vera, quella in grado di far saltare tutto il progetto, mandando in fumo anni di trame (forse non del tutto lecito) e soprattutto tanti tanti milioni di euro.

I BIG COINVOLTI – Quanto avvenuto, infatti, non è affare da passare sotto silenzio. Finiscono in carcere Luca Parnasi, il proprietario del terreno a Tor di Valle, sul quale dovrebbe (o avrebbe dovuto) sorgere lo stadio, nonché della società Eurnova che si sta occupando della costruzione, e il presidente di Acea Luca Lanzalone (ai domiciliari), nominato dalla giunta Raggi, che aveva svolto il ruolo di mediatore tra lo stesso Parnasi ed il comune di Roma. Oltre a loro, mandato di arresto anche per Adriano Palozzi, vicepresidente della Regione Lazio in quota Forza Italia e l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd). In totale, nove arrestati e 16 indagati, tra cui il capogruppo in Campidoglio del M5S Paolo Ferrara. Insomma, un polverone pazzesco.

L’ODORE DEI SOLDI – L’accusa, al di là della formula specifica, è quella classica di corruzione. Stando a quanto emerso dalle indagini, Parnasi avrebbe girato un po’ di soldi qui e là per agevolare l’approvazione del progetto, promettendo inoltre l’assunzione del figlio di Civita nella sua società e un restyling del lungomare di Ostia (su richiesta di Paolo Ferrara). Per Parnasi, sommerso sotto una valanga di debiti, poi ceduti ad Unicredit, lo stadio della Roma rappresenta (o rappresentava?) la grande opportunità per rimettersi in carreggiata. Rischia, invece, di affondarlo definitivamente.

E ADESSO? – Non coinvolti nella vicenda né la Raggi, sulla quale tuttavia pesa la decisione di aver affidato a Lanzalone la presidenza di Acea, oltre alla bocciatura del progetto originario già approvato dalla giunta Marino, né la società As Roma che, per bocca del presidente James Pallotta, si dice tranquilla. La realtà, tuttavia, non è così rosea. Il Tribunale dovrebbe nominare un commissario per conto della società Eurnova, che verifichi, insieme al comune, la legittimità degli atti relativi al progetto fin qui approvati, i quali, è bene sottolinearlo, non sono stati messi sotto sequestro da parte della Procura. Una procedura, comunque, che rischia seriamente quantomeno di rallentare o congelare l’iter. Considerando che uno degli indagati, Claudio Santini (ex capo segreteria del Ministero dei Beni culturali), avrebbe ricevuto un compenso di 53440€ da parte del gruppo di Parnasi per una mediazione verso il Sovrintendente Francesco Prosperetti, in merito alla questione spinosa del vincolo sulle tribune dell’Ippodromo di Tor di Valle (poi tolto), un eventuale rallentamento dell’iter rappresenterebbe per Pallotta forse il minore dei mali.

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