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Joao Mario senza vergogna: “Non amo l’Italia, valgo 45 milioni”

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Joao Mario senza vergogna: "Non amo l'Italia, valgo 45 milioni"

Joao Mario ha parlato, era meglio non lo avesse fatto, soprattutto se ci mettiamo nei panni degli inferociti tifosi dell’Inter. I 45 milioni di euro per lui spesi dopo l’illusorio Europeo vinto nel 2016 da titolare del Portogallo, un anno e mezzo a dir poco deludente ma soprattutto, quel terribile gol elementare sbagliato a tu per tu con Donnarumma (non Gigio) nel derby di Coppa Italia, costato l’eliminazione dei nerazzurri.

“Non voglio riprovarci, non intendo tornare a Milano perché mancherebbe la motivazione necessaria. E’ un’esperienza conclusa, zero dubbi. Troppa pressione per i 40 milioni più 5 di bonus spesi per acquistarmi dallo Sporting Lisbona? Macché, io valgo questa cifra. La Premier League è un altro mondo“, sono le parole del lusitano alla Gazzetta dello Sport.

L’ex n.10 dell’Inter prova a spiegare così le ragioni dell’addio unilaterale: “Prendo atto della situazione al netto dell’anno e mezzo trascorso a Milano. L’idea è chiara: non torno. Sono solo sincero. Non ci sarebbe il fuoco dentro per riaccendermi in nerazzurro. Quando arrivai ero carico per un progetto che sembrava stesse decollando, peccato che poi le cose andarono diversamente.Estate 2016 dura, sotto tutti i punti di vista: cambi di proprietà e una situazione in panchina poco stabile: Mancini, de Boer, poi Pioli. Troppa confusione e per i nuovi acquisti, come il sottoscritto e Gabigol, fu dura.Nessuna giustificazione, il caos di quel momento era evidente. Anche per questo non sono riuscito a esprimermi al meglio”.

Nessun colpevole specifico:La colpa è di tutti e di nessuno. Le responsabilità sono dell’Inter e dell’ambiente in generale, probabilmente dell’intero calcio italiano che non fa per me. Se dopo il Mondiale fossi ancora nerazzurro sarebbe inutile presentarmi ad Appiano, nonostante un contratto valido fino al 2021. Spero si riesca a trovare una soluzione il prima possibile, magari prima della fine del Mondiale. Nel calcio, come nella vita, bisogna essere onesti nel capire quando le cose finiscono. E con l’Inter è finita”. 

La chiusura è da Oscar:”Valgo 45 milioni? È quello che spesero, quindi sì. E non ho mai accusato alcun tipo pressione, sono sempre stati discorsi provenienti dall’esterno. Io sono convinto del mio valore e so di valere questi soldi. Dove giocherò l’anno prossimo? Sto valutando, la Premier è l’ideale: ambiente spettacolare, torneo fisico e tecnico allo stesso tempo. È la prima opzione, poi la Liga. Il West Ham potrebbe essere un’idea, ma ora è presto per sbilanciarsi”.

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