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Ciclismo

Giro d’Italia 2018: l’impresa di Froome, il crollo di Yates

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Froome Giro d'Italia 2018

Impresa epica. Non esiste davvero un’espressione megliore per descrivere quanto fatto oggi da Chris Froome nella tappa numero 19 del Giro d’Italia 2018. Il corridore del Team Sky, dopo ben ottanta km di fuga solitaria, trionfa a Bardonecchia e ribalta totalmente la classifica generale, prendendosi la maglia rosa e approfittando del crollo di Simon Yates. Il britannico, che sembrava il padrone della corsa rosa, naufraga infatti sul Colle delle Finestre e arriva al traguardo con quasi 40′. Tiene botta Dumoulin, quinto a 3’23” e ora secondo nella generale a 40″. Male anche Pozzovivo, che perde probabilmente in maniera definitiva il treno per il podio, chiudendo a oltre 8′.

DECISIVO IL COLLE DELLE FINESTRE – Si decide tutto sulla Cima Coppi di questo Giro d’Italia. A dare il via alle danze è forcing di Salvatore Puccio del Team Sky. A 86 km al traguardo e a 13 km dallo scollinamento, inizia la crisi di Simon Yates. Si capisce fin da subito che per la maglia rosa sarà una giornata a dir poco nera. Il ritmo forsennato dei compagni di squadra di Froome continua a mietere vittime e, a 80 km dalla fine, il keniota decide di attaccare. Un’azione temeraria, forse un po’ folle, ma stupenda e dai caratteri leggendari. Il re di quattro Tour transita solo in vetta al Colle delle Finestre (2178 metri) con 40’’ su Dumoulin, Pinot, Lopez e Carapaz, con 2’13’’ sul gruppetto di Pozzovivo, in evidente difficoltà, e addirittura con 11’ su Yates. Il vantaggio cresce con il passare dei chilometri e in vetta al Sestriere, terza salita di giornata, Froome prosegue nella sua cavalcata con 2’40’’ sul gruppo di Dumoulin e 4’40’’ su Pozzovivo, mentre l’ex maglia rosa sprofonda a oltre 20 minuti. Quando inizia lo Jafferau, ultima e durissima asperità di giornata, Froome è ormai già maglia rosa virtuale. Il ribaltone diventa realtà sulla linea del traguardo. Carapaz è secondo a 3’, Pinot terzo a 3’07’’, Lopez quarto a 3’12’’ e Dumoulin quinto a 3’23’’. Formolo è il migliore degli italiani (7° a 8’22’’).

DOMANI ULTIME MONTAGNE – Ma il Giro non è ancora finito. E, dopo quello che è successo oggi, c’è davvero da aspettarsi di tutto. Non è vi alcun dubbio sul fatto che le fatiche di oggi peseranno sulle gambe dei corridori. Domani ci saranno le ultime montagne di questa edizione numero 101 prima della passerella di Roma. Si scaleranno il Col Tsecore (16 km con lunghi tratti oltre il 12%), il Col Saint Pantaléon (16,5 km al 7,2%) e infine la salita al traguardo di Cervinia di 19 km al 5%. Dumoulin tenterà di attaccare Froome? Miguel Angel Lopez proverà a scalzare Pinot dall’ultimo gradino del podio? Pozzovivo avrà una reazione di orgoglio? Difficile fare previsioni e pronostici. La giornata odierna ha dimostrato che nel ciclismo nulla è impossibile. Ma servono gambe, testa e cuore. Tutto quello che ha avuto quel keniota che ha deciso di riscrivere, per l’ennesima volta, la storia di questo sport.

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